Troili 1672

Giulio Troili, Paradossi per pratticare la Prospettiva senza saperla, fiori, per facilitare l’intelligenza, frutti, per non operare alla cieca. Cognitioni necessarie a Pittori, Scultori, Architetti, ed a qualunque si diletta di Disegno, Bologna [HH. del Peri] 1672.


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Deffinitione, & Principij della Prospettiva di sotto in sù.

Il fine di tutte le Prospettive è il rappresentare sopra un piano gl’ oggetti, che sono imaginati, ò vero, che sono in effetto per di dietro da questo piano, il che amplamente si può vedere nella deffinitione della prima parte, & della prattica del Velo. Hora, si come in quella habbiamo suposto il Piano possare perpendicolarmente sopra la Terra, in questo qui, bisogna supponerlo alzato sopra di noi, & paralello alla Terra, come sono le soffitte delle Sale, che devono servire per dipingervi l’apparenze de gl’oggetti, che si suppongano per di sopra.

Per essempio, la soffitta dove si vuol dipingere sia ABDC, la quale è conficata ad angolo retto dentro le muraglie GH, fra le due finestre K, M, & L, N, se il Pittore gli vuole rappresentare la Finestra di sopra, essendo lui fermo in E, se egli guarda rettamente sopra la sua Testa, assegnarà il punto F, per punto della veduta, il qual punto F, deve essere tenuto per Zenit, cioè a dire, un punto posto perpendicolarmente sopra della nostra Testa sù questa soffitta A, B, D, C.

Dopo havere trovato questo punto. Delle settioni O, P, nella linea AB, (la quale serve, come linea della Terra) si haverà li punti P, O, nelle linee K, L, & M, N, da questi punti bisogna tirare delle linee al punto della veduta F. Poi per trovare la parte bassa della Fenestra LN, e la più alta QR, sopra le linee O, F, & P, F, le quali ci danno l’apparenza dell’ altezza, & larghezza di questa Finestra quadra; Bisogna dall’occhio del riguardante S, tirare li raggi à questi quattro punti L, N, Q, R, & osservare, che SL, taglia OF in T, SN in V, SQ in X, & SR, in Y, questi punti T, V, X, & Y, sono realmente l’apparenze delli quattro angoli, ò Finestra N, L, Q, R, sopra la soffitta A, B, D, C.

In questa figura si conoscerà à sufficienza, rincontrando questi principij con quelli della prima parte, che le Prospettive nel soffitto si pratticano, come l’ordinarie, che si trovano in qualche lontananza, come d’un Giardino, d’una Sala, ò d’una Galeria, e che non vi è differenza dall’una all’altra, se non quella de’nomi di qualche linea.

Per essempio, nelle Prospettive ordinarie, che sono sopra la Terra, le linee KL, & MN, sono perpendicolari all’ Orizonte; Ma nelle Prospettive sopra la nostra Testa, tutte le linee perpendicolari diventano concorrenti, come si vede KL essere OF, & MN, essere PF, & quelle, che sono concorrenti diventano perpendicolari, come si vedrà nelle prattiche segventi.


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PRATTICA XXXXV.

Per le Prospettive, che si vedono di sotto in sù.

Le Prospettive, vedute di sotto in sù, sono di due sorti, alcune si dipingono nelle Soffitte piane altre nelle Volte concave, ò altre superficie, primieramente parlaremo di quelle, che si fanno nelle Soffitte piane, per essere più facili à farsi, attesoche si possono far tutte con regola, come se si lavorasse nelle superficie piane, e perpendicolari, il che non si può fare nelle Volte, per la irregolarità loro, come diremo più avanti. Volendo dunque far una Prospettiva in una Soffitta piana, si metterà il punto principale della veduta nel mezzo di essa Soffitta, come D, e per il punto della distanza E, pigliarà quella, che è trà la Soffitta, e l’occhio di chi mira, come il punto dell’angolo A, non si potendo vedere, nè più d’appresso, nè più da lontano, che stando in piedi nel mezzo della Stanza, la linea DE, serve come fà la linea Orizontale nelle Prospettive ordinarie, nel resto si usaranno le regole ordinarie, facendo in ciascun lato della Soffitta una linea piana, che servirà, come linea della Terra, dalle quali si tireranno le perpendicolari al punto della veduta D solamente si avertisce, che quando la Soffitta fosse troppo vicina all’occhio, e che con quella poca distanza nascesse, che il degradato fosse maggiore del suo perfetto, allhora bisognarebbe fare il punto della distanza più lontano, almeno, come la nostra regola del foglio 32. della prima parte, acciò il degradato non sia maggior del perfetto. E con tutto, che l’occhio non possa vedere tutta la Soffitta in un’occhiata, stando nel centro, ad ogni modo girandosi, si potrà vedere à parte à parte, perche, se bene la Prospettiva della Soffitta è una sola, con un sol punto, hà nondimeno tante parti, quante sono le faccie della Stanza, & i lati della Soffitta, e ciascheduno si regge da per sè, & il punto, che è nel centro, dove vanno à concorrere tutte le linee parallele, e communi à tutte le parti, e ciascuna può da sè stessa esser vista compitamente, senza havere il punto della veduta D. Zenit sopra la Testa, perche non siamo obligati di tenere l’occhio alla punta della Piramide, quando si mira una Prospettiva veduta in faccia nella maniera, che si mira quelle, che sono fatte, per fianco. Auertendo, che quando un lato della Soffitta non può essere visto dall’occhio, in una sola occhiata, per la troppo vicinanza sua, pigliandosi la distanza con la regola sopranominata, che ci farà apparire la stanza più alta di quello, che ella è, secondo la distanza, che dalla vista si è presa, pigliando il punto della distanza tanto lontano, quanto la detta Camera doveva essere alta, conforme alla tua larghezza, inganna totalmente l’occhio, che pare una Stanza molto più alta di quello, ch’ella veramente è.

Per esempio il triangolo BCD, è una parte delle quattro della Soffitta, e la linea BC, è la larghezza di detta parte, la quale stà attaccata alla muraglia della Stanza, se detta parte fosse tanto bassa, che stando in piedi nella Stanza, si facesse all’occhio l’angolo QCB, del triangolo QBC, certo è, che caderemo nelli degradati maggiori del suo perfetto, dove, che siano in libertà di pigliare maggior distanza, & abbassare il detto triangolo BAG, che quella medesima distanza da A, al punto, F della Soffitta, l’habbiamo trasportata frà D, & E, e quando questo ancora non fosse à sufficienza, si può abbassare fino al Pavimento, come fa l’angolo BC, & ancora sotto il Pavimento, conforme sarà giudicato bene, per fare apparire più alta la Stanza. Dunque volendo degradare qualsiuoglia cosa con la regola ordinaria, supponiamo, che la linea BC, sia la linea della Terra, e la linea BD, serve per linea da trovare le lontananze, ò altezze delle cose. Fatto, che si è la pianta Geometrica delle Colonne, come sono le notate X, si tirano le sue parti al punto della veduta D, havendo fatto il profilo, come si vede nella sinistra parte GI, e tirate le parallele sino alla linea EP, facendo li suoi aggetti, come sono li notati con li numeri, poiche 1. dinota la fascia di sotto il piedestallo, 2. la fascia di sopra, 3. la parte di sotto della Base, 4. il di sopra la terza parte della Colonna, e così seguendo di tutte l’altre parti, e tutte queste parti si devono portare sopra la linea BC, come si vede per il rincontro delli numeri, che tirandoli al punto della distanza, si havera ogni sua parte essatissimamente sopra la linea BD, la linea occulta EL, ci dà l’altezza di tutta la Fabrica nel punto H, tirando poi da tutti li punti linee parallele alla linea BC, si haverà una figura in Prospettiva di sotto in sù, simile alla figura MN, che è dalla destra parte, dalla quale si comprende, che con la medesima facilità si fanno le Prospettive di sotto in sù, come si fanno in una superficie perpendicolare, come MN.


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PRATTICA XXXXVI.

Per le Prospettive nelle Volte concave di sotto in sù.

Per le Prospettive nelle Volte concave, non si potiamo servire della regola commune, come nella passata figura, nondimeno si conseguisce ogni cosa con facilità, servendosi della linea del taglio, che ci darà la settione della Piramide, la quale serve ancora per le soffitte piane, supponendo di vedere realmente per il disopra tutto quello, che s’imaginiamo di rappresentare nelle Volte concave, ò nelli soffiti piani.

Per essempio, la linea AB, della prima figura sia l’Orizonte, ò l’altezza dell’occhio del riguardante la distanza AB, sia la metà della larghezza della Stanza fatta in Volta, BG, sia la muraglia da una parte, la quale vi sia il profilo della Volta GK, nel quale intendiamo di rappresentare l’istessa simetria, e proportione della Prospettiva passata, la quale proportione si ponga sopra la muraglia BG, che occupa lo spatio, che è fra G, & C, da tutte le parti si tiranno linee, come raggi visiui al punto della veduta A, che si haverà nella Volta GK, ogni proportione, per tirare delle linee, che appariscono parallelle, & Orizontali.

Le Prospettive nelle superficie concave delle Volte, sono assolutamente le più difficili operationi, che possa fare il Prospettivo, non le potendo conseguire intieramente con regola, per la varietà, & irregolarità del le Volte, massime per le linee perpendicolari, & le linee Orizontali, e parimente per havere la linea della settione la qual cosa ad ogni modo si conseguisce con facilità, portando ogni cosa, come il profilo sopra un pavimento capace, e grande, come d’una sala, il che si vede nella prima figura.

Per le perpendicolari si attacca nel mezzo della Volta vi filo, con un pezzo di Piombo attaccato, per il quale tragrada à tutte le linee, che devono essere perpendicolari, e quelle, che non corrispondono, si vadino racconciando tanto, che appariscano perpendicolari con il detto filo.

Perle linee piane, che non si possono tirare, come nelli soffitti piani, si traguardi mediante un filo, che sia à livello, e à traverso della Stanza, stando l’occhio nel mezzo della Stanza dal punto A, e tragradando per detto filo, e quelle, che non corrispondono, si vanno correggendo, overo si appende un’altro filo al punto A, e si fa toccare, overo frizzare per il filo à livello, che con l’estremità di questo punteggiando la Volta, si havera una linea curva, che all’occhio A, parerà à livello; se bene nell’operare le linee piane, e le perpendicolari vengono storte per causa della concavità della Volta, quando non dimeno esse corrispondono alla linea del piombo, e quella fatta à livello con il filo, appariscono all’occhio, sempre di stare in Piombo, & in piano, non vi essendo altra via da poter fare questa sorte di Prospettive, se non con la prattica, addunque la linea del taglio GK, serue per una volta fatta nel mezzo tondo, e la linea curva GH, serue per una volta più bassa fatta, à ruminato, e la linea FG, per una volta più bassa, e la linea FG, per una Soffitta piana, e pigliando le misure sopra alle dette linee, si haverà prontamente ogni cola.

PRATTICA XXXXVII.

Per operare con facilità nelle Soffitte piane.

Volendo con facilità operare nello Soffitte piane, e che li quattro spatij disuguali, cioè in una Stanza più lungha, che larga, come lo spatio della figura 3. che è un poco più longa, che larga, facciansi in un Pavimento capace, due linee parallele distanti l’una dall’altra, quanto è dall’occhio alla soffitta, l’una sara di sopra, FG, e l’altra disotto, per metterci li due termini dell’occhio S, O, il punto O, serve per la larghezza, & il punto S, per la longhezza, volendo fare una cornice con li suoi balaustri, come il profilo GHI, dalla figura 2. e per vietare la confusione delle linee, piglisi una lista di carta, ò riga, e pongasi sopra la linea FG, e dal punto dell’occhio O, si tiri un filo à ciascun membro delle cornici, che nella detta riga si haveranno tutte le misure da trasportarsi nella linea della larghezza come L, & G.

La medesima operatione si deve fare dal punto S, che si haveranno le misure per la longhezza G, K, La carta M, ci darà li punti delle parti degradate nella larghezza della figura 3. come si vede per G, & L. La carta N, ci darà li punti delle parti degradate, nella longhezza della Stanza, come si vede per G, & K, tirando poi delle parallele, si haverà un disegno, come è la figura 3. operando in questa maniera, si havera un oggetto degradato proportionatamente, tanto per le parti, che scorciano, quanto per quelle che non scorciano, benche degradino dal suo perfetto.