Baldassarri 1750

[Giuseppe Baldassarri], Saggio di Produzioni Naturali dello Stato Sanese che si ritrovano nel Museo Del Nobile Sig. Cav.re Giovanni Venturi Gallerani, Siena [Francesco Rossi] 1750.


Giuseppe Baldassarri (1705–1785) was a physician and naturalist from Siena. In 1750, he published a catalogue of the natural history collection of the knight Giovanni Venturi Gallerani. Among the specimens described therein were several minerals used in the preparation of pigments. These included yellow earth (sienna), obtained near Castel del Piano at a locality known as Le Mazzarelle. According to Baldassarri, this earth turns red upon calcination, is used by painters, and is highly valued throughout Italy.


CATALOGO
DELLE PRODUZIONI NATURALI
RACCOLTE FIN QUI’
NELLO STATO SANESE.

pp. 3–6

1. AGARICO MINERALE, detto anco Latte di Luna; si trova alle falde della Montagna di S. Fiora presso a Castel del Piano in più luoghi.

ANNOTAZIONE.

Chiamasi dal Gesnero Latte di Luna, dall’ Agricola Medulla Saxorum, e da Ferrante Imperato Agarico Minerale, per la simiglianza, che ha col Fungo, detto Agaricum,seu Fungus Laricis C. B. Pin. Questa è una terra fongosa, leggiera, rara, candida, e insipida, e si riduce al genere delle Marghe. Si scioglie facilmente nell’ acqua, e la tinge di bianco. Ha molto uso nella medicina, e li si attribuisce la facoltà di rinfrescare, astringere, e fermare le perdite di sangue, ed i fluori uterini; si prescrive nel Tenesmo, e nella Disenteria con molto profitto. Polverizzata si asperge sopra le ulcere, e le risecca mirabilmente.

2. TERRA BIANCA, che si trova a Personata Villa de’ Sigg. Finetti, distante da Siena miglia 8. alle falde della Montagnola.

Not. Volgarmente dicesi terra di purgo, per l’attività, che ha di astergere le macchie dai Panni, e non è altro, che la Terra detta Cimolia, o Saponaria dagli Scrittori di cose naturali. Appresso gli antichi Medici aveva uso nella Medicina, attribuendoli l’attività di rinfrescare, e digerire, se non era lavata, e quella di rieccare, quando era lavata, e di discutere le Parotidi, ed altri tubercoli, se era sciolta nell’ Aceto.

3. TERRA bolare bianca, che si trova presso a Siena, in luogo detto Pecaja.

4. TRIPOLO, o come la chiama il Mercati Tripela, è un Tufo sottilissimo, che si trova alle Serre a Rapolano, nè si sà, che se ne faccia altro uso, che dagli Ottonai per pulire i Metalli.

5. TERRA gialla, che a calcinarla diviene rossa, e serve a uso de’ Pittori, molto accreditata per tutta Italia. Si trova a Castel del Piano in luogo detto le Mazzarelle.

6. TERRA gialla scura, che si trova a Castel del Piano, ed è una specie di Bolo; se ne servono i Pittori, ed anche i Medici nelle Dissenterie.

7. BOLO giallo, che si trova in abbondanza fra Castel del Piano, e S. Fiora.

8. TERRA gialla chiara, che si trova abondantemente a Petrojo: questa ancora posta in fornace diventa rossa; e ne servono i Pittori, e ne va anche fuori di Toscana.

9. TERRA giallastra, e bolare, che si trova facilmente, e in quantità a Massa di Maremma in luogo detto i Cavoni.

10. TERRA rossa, che si trova in qualche quantità a Massa di Maremma, in luogo detto Fonte Magnenza.

11. TERRA rossa più pesante delle sopradette, e di colore meno acceso, che si trova parimente in abbondanza a Massa di Maremma, in luogo detto Molinpresso.

Not. Le terre gialle generalmente parlando si addimandano col nome di Ocra. Queste poste al fuoco divengono rosse, e distillate danno uno spirito acerrimo simile nell’ attività a quello del Sal Marino. Si trovano o nelle vene proprie, o in quelle de’ Metalli, e partecipano della natura del Ferro, ed anco del Rame, contenendo in se una porzione di Sale Vetriolico. Ocra trattata, e preparata con l’olio di Lino, secondo il Metodo del Bechero, somministra il Rame. Poco, o nessuno uso ha nella Medicina, solo si pratica esternamente dai Chirurghi per astringere, e riseccare, ma rare volte.

Sotto nome di Boli si contengono quelle Terre, che sono astringenti, ed accostate alla lingua, vi si attaccano, e sono, o bianche, o citrine, o gialle, o rosse &c. contengono nella loro sostanza un Sale acido, a motivo del quale sono utili nella Medicina quando si tratta di astringere, o d’impedire la putrefazione degli umori. Si usano ancora le terre Bolari dai Chimici, mescolandole con i sali, quando ne vogliono distillare lo Spirito, e ciò non solo per impedire la fusione di essi, quanto perchè si crede, che l’acido contenuto da queste Terre serva per sciorre, e distrigare gli spiriti de’ Sali medesimi. Le Terre rosse poi, sono generalmente chiamate Rubriche fabrili, o Sinopiche, convengono con le Ocre, e partecipano molto della sostanza del Ferro.

12. TERRA ferrea, che si trova in abondanza nella Tenuta della Abbadia Ardenga di questi Canonici Regolari in una collina d’ un Podere, chiamato S. Lucia in distanza da Siena circa miglia 22.

13. RENA simile a quella di Sicilia, da alcuni chiamata Polvere del Diavolo, e ne fa uso nelle Ippocondrie, ed altri mali cronici. Si trova in distanza da Siena due miglia fra la Cost’ al Pino, e la Villa detta Agazzara de’ Sigg. della Ciaja. N’ è stata mandata più volte a Firenze in Galleria, e per rimedio ai mali sopradetti; e ne vuol far esito per lo Stato Sanese, e fuori, perchè unita colla Gruma, o Tartaro, ne fanno Vetrina per uso della Fornace.

14. TERRA turchina in pezzetti, che si trova a Sassofortino in abondanza vicino a d. Castello, in luogo detto Fissignano presso il Molino de’ Bersotti; è buona per i Pittori, e mescolata col giallo fa un bel color verde.

15. AZZURRO buono a dipingere quanto è l’ Oltramare, si trova a Monte Rotondo in luogo opaco di quelle Selve, nelle viscere di questa Pietra, ove nasce l’ Azzurro vi si trova una specie di Marcasita bianca, e lucida, e in quantità.

16. PIETRA Azzurrina, molto simile a quella, che trovai in Germania; nasce nelle Maremme di Siena in vicinanza d’ un miglio al Castello di Monte Pescali.

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pp. 19–25

60. VERDERAME Minerale, o sia di Cava, che si trova in qualche abbondanza a Massa di Maremma ne’ luoghi detti il Poggio al Montierino, e Pozzoja, si crede però, che a scavare si trovarebbe migliore, essendo questo di quello, che esce dalla superficie del Terreno.

Not. Non consiste in altro il Verderame, che in particelle del Rame sciolte da qualche Sale acido, e intimamente unite con esso. Questo pure è di due specie, uno nativo, che si raccoglie dalle Miniere del Rame, e fiorisce in esse in forma di piccoli vermetti, detto Verderame vermicolare; L’ altro è il fattizio, e si rade dalle lastre del Rame, corroso prima da qualche acido, come dall’ Aceto, dall’ acqua salata, e dalla vinaccia.

61. LAPIS LAZZULI imperfetto, che si trova superficialmente nel Terreno a Massa di Maremma in luogo detto Pozzoja, e a struggerlo se ne cava del Rame.

Not. Il Lapis Lazzuli detto ancora Lapis Cyaneus per il suo colore ceruleo, simile a quello del fiore di quella Pianta, che chiamasi Cyanus segetum flore cæruleo C. B. Pin. è una Pietra dura di colore d’ Azzurro, e sparsa di varj punti, e venette di colore d’ Oro, e talora anche d’ Argento. Questo è di due specie; uno è Orientale, e si porta a noi dall’ Asia, e dall’ Affrica, riesce molto duro, e resiste alla forza del fuoco. L’ altro chiamasi Occidentale, e trovasi in alcuni luoghi della Germania, e dell’ Italia, e riesce meno duro, e meno resistente dell’ Orientale. Dall’ uno, e dall’ altro si cava per uso della Pittura un colore molto prezioso, chiamato Oltramarino, quale resiste alle ingiurie dell’ Aria, nè si muta per la lunghezza del tempo, se è preparato col Lapis Lazzuli Orientale, ma fatto coll’ Occidentale riesce detto colore più ignobile, si altera esposto all’ aria, e col tempo diviene verde. Si cava dalle miniere dell’ Oro, e dell’ Argento, e del Rame. E’ dotato della facoltà di purgare sotto, e sopra, e perciò vien commendato dagli Autori per le Affezioni melancoliche, per la Quartana, per l’ Apoplessia, per l’ Epilessia &c. Galeno, e Dioscoride riconobbero in esso la forza corrosiva, quale alcuni crederono potersi correggere con le lozioni fatte con l’acqua, ma ciò falsamente poichè lavato, e non lavato ritiene sempre l’ istessa attività. Il suo colore Ceruleo deriva dalle particelle del Rame da cui dipende ancora la forza purgante emetica, e corrosiva.

62. MANGANESE, che si trova alle Serre a Rapolano nel Podere detto la Selva.

Not. La Manganese, detta ancora Magnesia per una certa similitudine, che ha colla Calamita, è una sostanza fossile, metallica, friabile, di colore ferrigno, e che contiene ancora porzione di ferro, come si deduce dal colore, e da altri effetti, poichè versandovi sopra gli spiriti acidi de’ Minerali, come v. g. di Vetriolo, fa l’ effervescenza a guisa del ferro. Non ha alcun’ uso nella Medicina, ma se ne servono i Vetrai, prima per purgare il Vetro dagli altri colori, cioè dal verde, e dal ceruleo, mescolandola in poca quantità col vetro fuso, e lo rende più chiaro, e perciò chiamasi sapone del Vetro. Se poi si mescola con esso in dose maggiore, lo tinge di color violato, e in quantità anche più grande lo tinge nero. Se ne servono ancora i Vajai per colorire di violato, e di nero i loro lavori, nel modo stesso, con cui si servono della Zaffera per tingerli di ceruleo.

63. LAPIS ROSSO, che si ritrova in distanza da Siena miglia 4. in luogo detto Quercia grossa.

Not. Questa pure è una Pietra, che contiene sostanza ferrigna; Da alcuni si annovera tra l’ Ematiti, e da altri tra le Rubriche fabrili, benchè a dir vero pare, che le convenga un grado di mezzo tra le prime, e le seconde.

64. MARCASITA in globetti, che si trova presso il Castello di Sasso Fortino Podesteria di Roccastrada, e si trova in abbondanza.

65. MARCASITA unita al Cristallo di Monte, che si trova facilmente nell’ Isola del Giglio.

66. MARCASITA, che si trova in qualche quantità nella Montagnuola, ma particolarmente in alcuni Fossi presso alla Villa della Sughera de’ Sigg. Perfetti.

67. MARCASITA mista con Talco Minerale, che si trova in abbondanza a Prata di Maremma nelle Strade sotterranee in luogo detto la Porta al Ferro.

68. MARCASITA, che si trova a Massa di Maremma ne’ Luoghi detti sopra la fonte di Brenna, e Poggio al Montone.

69. MARCASITA, che si trova in abbondanza a Chianciano nel Torrente detto il Latron vivo.

70. MARCASITA, che si trova a Castiglioncello Bandini nel Fosso del Mulino a i confini di Porrona, alla volta di Scirocco, in distanza da Siena miglia 30.

71. MARCASITA, che si trova a Roccastrada in luogo detto Poggio Mozzetto.

72. MARCASITA, che si trova a Montieri, in luogo detto le Carbonaje.

73. MARCASITA tuberosa, e Vetriolica, si trova in vicinanza della Città di Mont’ Alcino in Luogo detto il Romitorio, la quale da’ Chimici chiamasi Miniera di Marte Solare; esposta all’ aria libera, si calcina, risolvendosi in una polvere nera composta di Vetriolo verde, solfo, e terra.

Not. Sono le Marcasite, dette ancora Piriti, un composto di Solfo di Terra, e di Metallo imperfetto, e variano molto fra loro nella figura, nella grandezza, e nel colore, poichè vi sono le globulose, le ovali, le tuberose, le compresse, le cubiche, le parallelopipede, altre contenute da varie superficie piane inclinate fra loro ad angoli diversi, altre senza figura costante, altre sono sciolte, altre incastrate nelle Pietre, altre piccole e minute, altre molto grandi. Il loro colore suol essere, o d’ Oro, o d’ Argento, o di Rame, o di Ferro. Queste o fregate insieme, o pestate, o riscaldate dal fuoco, tramandano un grave odore di solfo, e poste ad arrovire nel fuoco, perdono il loro splendore, e divengono rosse. Ve ne sono alcune di colore d’ Argento, che contengono una parte d’ Arsenico, due di Ferro, ed una Terra più grossolana, e da queste poste in fornace a vetrificarsi, se si raccolgano l’ esalazioni, che si attaccano in forma di fuliggine, e se li si fanno le dovute preparazioni, se ne cava l’ Arsenico in quella stessa guisa, che si cava dalla Miniera del Cobalto, nella fabrica dello Smalto. Trovansi ancora alcune specie di Marcasite, che esposte all’ aria libera si calcinano e si risolvono in vetriolo, ed alle volte dalle stesse se ne cava ancora l’ Allume, poichè quando uno spirito acido rode la sostanza metallica, si genera il Vetriolo, e se d. Spirito rode la terra annessa alla parte metallica, si genera l’ Allume, talmente che dalle stesse Marcasite può cavarsi il Solfo, il Vetriolo, e l’ Allume. Pensano alcuni, che l’ origine dell’ acque acidule debba attribuirsi alle Marcasite sulfuree, e martiali, ed a varie terre con esse rimescolate, e la cagione di ciò credono essere la seguente. Quando le Marcasite si riscaldano con fuoco gagliardo, n’ esala una gran quantità di Spirito sulfureo non solamente sottile, e volatile, ma di una natura un poco più fissa, il quale spirito unito colla Terra calcaria, genera un sale fisso. Ma quando le Marcasite si riscaldano con poco grado di calore, n’ esala solamente uno spirito più sottile, il quale penetrando nell’ acqua, si unisce con poca forza alla Terra calcaria, che trovasi nell’ acque di fonte; ed in tal guisa si produce un Sale di una materia così poco fissa, e poco costante, che a motivo dalla communicazione dell’ aria aperta, e di qualunque grado di calore, si diunisce facilmente lo Spirito della Terra, e si distrugge la composizione del Sale. Soggiungono poi, che il Sale alcalino dell’ Acque termali, e delle acidule è un prodotto di d. spirito, quale quando si unisce colla Terra calcaria dell’ acque di sorgente, degenera in un sale, che mostra tutto il Carattere d’ alcalino. Imperochè consta da varj sperimenti chimici, che colla calcina viva, col gesso, colla creta, e con varie specie di Terre alcaliche unite ad uno spirito acido può prepararsi un Sale d’ indole alcalica, che negli effetti corrisponde al Sale cavato dall’ Acque termali. Altri pongono per fondamento del loro parere una casuale osservazione, fatta sopra alcune Marcasite (non già di quelle ch’ esposte all’ umido, o all’ aria, si risolvono naturalmente in vetriolo, ma di quelle, che vi si mantengono intatte) le quali poste in vicinanza di alcuni vasi pieni di Spirito di Sal Marino, uno de’ quali accidentalmente restò aperto, si rivestirono subito di alcuni fiocchetti lanugginosi di qualità vetriolica, prodotti dall’ esalazione dello spirito di Sale, e dall’ erosione delle parti metalliche da esso fatta; Quindi deducono, che circolando per l’ aria, e per le viscere della Terra lo spirito del Sal Marino, che in abbondanza trovai in varie Miniere, corroda questo le Marcasite, e separi la parte infiammabile del Solfo dal dilui acido, del quale una porzione unita alla parte Metallica produca il Vetriolo, e l’ altra unita a varie Terre calcarie, generi un Sale tendente all’ alcalino, che è quello, che trovai, o nelle acidule, o nelle termali.

74. ANTIMONIO, che si trova facilmente, ed è sparso per i Boschi prossimi a Castel del Piano, non è però di perfezione; ma si crede che cercandone ivi la Miniera, si trovasse puro, e migliore. Quest’ Antimonio impuro è chiamato volgarmente dagli Abitatori di quella Terra col nome di Lapis Bigio.

75. ANTIMONIO ottimo di Magliano, Feudo del Sig. Marchese Bentivogli, del quale se ne trova quantità nelle Solfatare di Magliano, luogo distante da Siena circa miglia 50. Questo purgato, che sia, può benissimo servir d’ uso per la Medicina, e mostra di esser migliore di quello di Germania.

76. ANTIMONIO, che si trova in abbondanza nelle Solfatare di Pereta, ove cavano il solfo.

77. ANTIMONIO impuro, che si trova in abbondanza a Massa di Maremma ne’ Luoghi detti sopra la Fonte di Brenna, e Poggio al Montone.

78. ANTIMONIO, misto però con molta Terra, che si trova abbondantemente a Casal di Pari, in distanza da Siena miglia 15. sotterra circa mezzo braccio trà il fango in luogo presso la Fonte nuova detta degli Uncini vi è mescolata gran Terra, ma quel poco d’ Antimonio che vi è, riesce di ottima qualità.

79. MINERALE con Antimonio, Marcasita, e Vetriolo per la maggior parte, che si trova in abbondanza a Stribugliano.

Not. L’ Antimonio è un composto di Solfo fossile, e di parte simile al Metallo, detta ancora Parte regolina, o arsenicale. E’ facile alla fusione, e concilia ancora la fluidità agli altri fossili, ma fa divenir fragili ancor questi. Il Solfo separato dall’ Antimonio si manifesta in tutte le sue proprietà per vero Solfo Minerale, e commune. L’ Antimonio crudo è privo d’ ogni attività corrosiva, e può praticarsi per Medicina, imperochè la parte sulfurea intimamente unita alla regolina, impedisce l’ esercizio della di lei attività venefica, inviluppandola colla sua tessitura ramosa, o passando fra loro una forte mutua attrazione. Si separa la parte metallica dalla sulfurea, o con la semplice fusione, o con la detonazione fatta con Nitro, e Tartaro, o con Nitro e Ferro, e questa parte Metallica separata dal Solfo, chiamasi Regolo d’ Antimonio dotato di grande attività irritante, e corrosiva, quale però nuovamente perde, e si fonde con egual porzione di Solfo. Si fanno coll’ Antimonio varie preparazioni dai Chimici, quali sono il vetro, il croco, il butirro, il cinabro, lo stibio diaforetico, il nitro stibiato, la tintura &c.

80. CINABRO Minerale, che si trova frà Castel del Piano, e S. Fiora.

Not. Il Cinabro nativo è una sostanza fossile, metallica, grave, non molto dura, la quale si trova nelle Miniere, o pura, o mescolata co’ sassi. Ognuno sà, essere il Cinabro un composto di Mercurio e di Solfo, poichè se ad esso si unisce la calcina viva, o la limatura di ferro, se ne cava per mezzo della distillazione l’ Argento vivo; e se si fa bollire con qualche liquore liscivioso, ma gagliardo, e alla decozzione separata dal Mercurio si aggiunge l’ Aceto stillato, se ne ricava il Solfo minerale. Maggior riprova però di ciò l’ abbiamo nella preparazione del Cinabro artifiziale, che si fa, unendo Solfo, e Mercurio, e sublimandoli, conforme è noto ad ogni Chimico. Si pratica moltissimo da’ Medici per la cura di varj mali, e specialmente dell’ Epilessia, della Vertigine, della Mania, e di altri mali di capo, e di nervi. Succede alle volte, che il cinabro nativo a cagione di alcune particelle, o vetrioliche, o arsenicali, delle quali è imbevuto, produca nausea, vomito, e smania, con tuttoche sia purgato con più lozioni, perciò è cosa più sicura il prescegliere per uso della Medicina il Cinabro artifiziale.

81. MINERALE ferreo, ma assai cattivo, che si trova in abbondanza a Pari, in luogo detto il Colle di Bell’ Aria.

82. PIOMBO di Miniera, che si trova in qualche abbondanza a Massa di Maremma nella superficie del Terreno in Luogo detto Serra Bottini delle Coste.

83. MINERALE composto di Piombo, e d’ Antimonio, ma Piombo per la maggior parte; è stato trovato a Massa di Maremma in luogo detto il Molin presso.

84. MINERALE d’ Argento con Rame, che si trova in abbondanza a Massa di Maremma, in luogo detto le Coste di Pozzoja.

85. MINERALE Argenteo dell’ antiche Cave di Montieri, distante da Siena miglia 19.

86. MINERALE con Oro, ma scarsissimo, che si trova a Massa di Maremma in Luogo detto le Coste di Pozzoja, e si trova sparso sopra il Terreno, senza che ne sia stato tentato lo scavo.

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