Lomazzo 1590
Giovanni Paolo Lomazzo, Idea del tempio della pittura, Milano [Paolo Gottardo Pontio] 1590.
pp. 71–73
Della terza parte della pittura, & de i suoi generi.
Cap. 21.
Il colorare, che è la terza parte della pittura, si può fare in sei modi, à oglio, à fresco, à tempra, à chiaro e scuro, ombrando, & lineando solamente. Il che s’intende in due modi cioè, ò col lavorare à scraffio.
Colorare ad ogli.
Il colorare ad oglio, sopra qualunq[ue]; cosa al suo proposito ordinata, rappresenta il principio, mezo, & fine della pitture mediante i colori macinati con oglio di noce, & di spica, & d’altre cose.
Colorare à fresco.
Il colorar à fresco che si fà con colori stemperati, con acqua pura, & chiara, rappresenta il medesimo sopra la calce messa di fresco sopra il muro.
Colorare à tempra.
Il terzo modo di colorar, & che si fà con colori mischiati con acque viscose, & tenaci, come di ova, colla, gomma, latte, & simili, dimostra ancora la miniatura.
Colorare di chiaro, & scuro.
Il quarto modo si fà rappresentando tutti li corpi solamente co’l chiaro, & lo scuro, con bianco, & nero, stemperati con oglio, acque, & tempra come con polve sopra la carta bianca tinta, & sopra la scura con carbone Apisso o d’altra cosa oscura con biaca, & bianchetto per li chiari.
Colorare con ombre.
Il quinto modo è di ombrar comodamente le cose lineate, lasciando la materia di sotto per il rileuo come è la carta bianca. Et di questi due modi, si come quelli che sono più presti, & spediti i pittori se ne servono per il cavare da modelli essempi, & inventioni delle opere ch si hanno à fare, con li colori, per ordine.
Colorare con linee.
L’ultimo modo che è del linear solamente si può fare in due modi cioè, ò co’l poco schizare chè è propriamente andar tentando con la penna, ò stile, le inventioni, le compositioni, i capricci, & le fantasie che sono per farsi, oueramente si può fare lavorando à scraffio sopra il muro fresco inbiancato sopra calce meschiata con nero. Il che si fà con uno scrafio di ferro, o d’altro metallo. Et con tutte queste maniere per li colori à ciascuna di loro apertinenti de i quali se ne ragiona nel libro de i colori del mio trattato della pittura, vengono à formare, & dimostrare nella pittura la differenza delle cose che per li colori sono fra di loro distintamente conosciute in quella guisa che si discernono le naturali. Onde il colorar si può dir la radice della pittura, e quello che gli da la perfettione, se ben or più or meno gli e la dà secondo il modo del colorare che si adopra or di maggiore, & or di minore forza.
Effetti diversi del colorare.
Imperoche il lavorare ad oglio esprime più perfettamente le cose conforme alle naturali, & il lavorare a tempra un poco manco, & quello à fresco altro tanto se ben è poi tanto più durabile, & sicuro, in modo che si manterrà otto ò diece volte tanto tempo più che non si mantiene il lavorare ad oglio, che presto si corrompe più che la tempra ancora, & questi modi di lavorare eccetto il fresco sono propriamente da giovani effeminati, massime quello de l’oglio.
Colorar à fresco più nobile de gli altri.
Mà il lavorare à fresco è quello che porta pregio e con cui i più grandi pittori si sono acquistati tutti i suoi vanti, & i suoi honori. Gli altri modi poi si come privi della varietà de i colori sono da manco di tutti, benche però cosi senza colori habbino tutta la forza dell’altre. Onde è che migliore si giudica una cosa ben disegnata che una vagamente colorita.
Coloriti scuoprono le differenze delle cose.
Ma ritornando alle differenze che le spetie di questa parte formano, dico che oltre tanti altri effetti che sin hora ho notati, & in molti altri luoghi anderò osservando, & oltre l’arte de gli scorti, dell’ombre, de i lumi, delle vesti, de gli sfuggimenti, & delle colocationi ci fa conoscere, & apertamente vedere con le loro dimostrationi, la differenza negli animali rationali, & irrationali, de i colori, & qualità de i capelli, della carne, de i labbri, de gli occhi, delle guancie, del pelo, della pelle, delle piume, delle squame, delle scaglie, dell’ugne, & similmente fra gli huomini fanno riconoscere i Mori da gli altri, & quelli che sono nati in un paese, da i nati in un’altro.
Colori diversi nell’ huomo cuasati dalle diverse passioni.
Anzi in un istesso huomo, mostra euidetemente le differenze de i colori secondo le passioni dalle quali è agitato, come della paura, della vegogna, del dolore, del pianto, dell’allegrezza, del furore, & simili. Che più? dimostra ancora nell’huomo l’istessa voce, & spirito, poi che rappresentando le complessioni dipinge nelle loro faccie, la melancolia, la colera, l’allegrezza, & la paura.
Elementi, & loro qualità.
Fra gli elementi dimostra il colore nel fuoco i lucignoli, le fiamme gli incendij, ne l’acqua, i fonti, i fiumi, le l’aere, le nubi, i lampi, i tuoni, i folgori, le granidni, le pioggie, le nevi, & le tempeste, e nella terra, le differenze delle pietre come de i grisoliti, dimanti, smeraldi, giacinti, & carbonchi, & dell’altre pietre preciose, & oltra di ciò fà conoscer la sabbia, le scaglie, i sassi, i marmi, il fango, & la pouere, rappresentando per tutto la densità, oscurezza, & rarità, delle materie.
Metalli, & loro quali, & loro qualità.
Ne i metalli parimenti fà scorgere l’oro diverso dal piombo, & questo, dal ferro, e l’argento dal rame.
Vegetalibi, & loro qualità.
Ne i vegetabili vedonsi per lui le differenze da un albero, all’altro, da un legno all’tro frutto. I drappi ancora si conoscono diversi per li colori.
Drappi, & loro qualità.
Imperoche d’un modo si rappresenta l’ormesino, di di un’altro il panno, il raso, il taffetà, il damasco, il velluto, la tela, i bigioni, le felpe, i broccati, & le pelli.
Stromenti, & loro qualità.
Ne meno per il colore si distinguono l’un dall’altro gli stromenti, & di qual materia sian formati.
Stagioni, & loro qualità.
Cosi le stagioni principali si comprendono diverse l’una da l’altra, vedendosi il verno bianco, la primavera fiorita, & verde, la state fruttuosa, & colma de’sudori, & l’Auttunno bagnato, nel quale impallidiscono, & caschino le foglie da gli arbori.
Scoltura non può mostrar, la qualità de colori.
Finalmente tutte quelle cose che più importando, dalle quali è si lontana la scoltura, che non le può esprimere, felicemente si esprimono dalla pittura con questo mezzo dei colori, come l’aurora, il giorno, la sera, la notte, la luce del Sole, il pesce sott’acqua, infino una pentola calda che fuma, il vento che soffia, uno splendore, una diadema, l’ombra sotto il pesce, che guizza per l’acqua causata dal Sole, che lo percuote, il neo, & la luce de gli occhi, la nebbia, & simili, de quali troppo lungo sarebbe il dire.
Lavorar à fresco dee esser da tutti seguito.
Mà per esprimer tutte queste cose con prontezza d’ingegno, & velocità di mano, bisogna che’l buon pittore s’appigli alla maniera del lavorare à fresco, perche in quella si rinchiude la forza della mano, & si determina brevemente la sua difficoltà, & per qusto v’hà bisogno un intelletto grande, & intelligente di tutta l’altre. Mà quanto più difficile è questo modo di lauorare, tanto dall’altra parte è più durabile come poco anzi hò detto.
Grotteschi antichi fatti à fresco.
Onde si ritrovano ancora molti Grotteschi antichi per Roma e fuori sopra il muro che paiono pur ora fatti. E veggonsi opere de più antichi pittori insino di Cimabue fatte in questo modo à fresco. Però lodo i pittori che questo modo nel loro operare seguano, vedendo che tutti i più celebrati di quest’arte se ne sono dilettati quando hanno voluto esprimere grandissime historie, dalle quali attendevano maggior gloria che dal ristringersi à levar due ò tre figure, nelle quali non potevano mostrar la loro eccellenza.
Grandezza de lavorare à fresco, & ad oglio.
Et appresso à questa, hà molto spirito, & forza il lauorare à tempra, perche all’oglio commodamente si può aggiungere, & iscemare in casa propria sopra le opere, onde in ciò non hà mestieri la prontezza del lauorare à fresco, oue conuien subito fare quello che si vuole. In queste due maniere furono singolari i principali pittori del mondo si come seguaci de i governatori sopradetti, i quali tutti perciò hanno espresso ogni sorte d’affetto, & moto nelle lor figure tanto felicemente che non l’arte, mà la natura ne par essere stata la facitrice.
Pittori moderni in che si occupiano.
Mà i più novelli li vanno accoppiando con grandissimi stenti e gran fatiche, de i quali non voglio dir altro, come ne anco di quelli che solo studiano, & pongono ogni sua cura in colorar esteriormente con suoi penneli, le cose che fanno con grandissima vaghezza, & leggiadria, senza mirar alle parti più sode che la vera lode gli apportarebbero.
