Santi 1795

Giorgio Santi, Viaggio al Montamiata, Pisa [Ranieri Prosperi] 1795.


Giorgio Santi (1746–1822) was an Italian naturalist whose work encompassed chemistry, geology, mineralogy, botany, and zoology. From 1782 until 1822, he taught at the University of Pisa. In his account of a journey to Monte Amiata in Tuscany, he described the mountain’s mineral wealth. Among other things, he mentions the extraction of yellow earth (sienna) and umber near the town of Castel del Piano.


CAPITOLO V.

Castel del piano, e suo Territorio.

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pp. 92–95

In varj luoghi delle vicinanze di Castel del piano, ma specialmente in quel tratto chiamato le Mazzarelle al Ponente del Castello nello scendere verso il torrente Lente, se si scava il suolo, sotto la terra vegetabile s’incontra uno strato più, o meno alto di una terra alquanto tenace, quando è fresca, e di un bel color giallo. Proseguendo lo scavo, trovasi sotto a questa una terra bolare anche più tenace di colore epatico brunissimo, finche ella è in zolle, o grumi, ma di color giallo bruno, quando si riduce in polvere. Chiamasi la prima Terra bolare gialla, l’ultima Terra d’ Ombra.

Ambedue calcinate al fuoco vi acquistano la gialla un color rosso zafferanato, la Terra d’ Ombra un color rosso marrone assai bello, e permanente. Gli acidi ne sciolgono più che la metà senza effervescenza. La Calamita non vi agisce punto: ma pure attrae molte particelle della Terra d’ Ombra, quando essa è stata esposta al fuoco.

La gialla dà al vetro un bel color verde cupo, e se sene diminuisce la dose, un verde più chiaro. La Terra d’ Ombra dà al vetro, a cui si unisca in dose di 1/50 un bel color di Crisolito.

La composizione della Terra gialla è la seguente:

Ferro . . . . . . .056.
Argilla . . . . . .024.
Silice . . . . . . .017.
Magnesia . . . . .003.

I componenti della Terra d’ Ombra sono:

Ferro . . . . . . .050.
Argilla . . . . . .024.
Silice . . . . . . .021.
Magnesia . . . . .005.

Sì l’una, che l’altra sono adoprate dai Pittori, e l’ultima in specie ha assai maggior pregio. Anzi in questi ultimi anni le ricerche di essa sonosi talmente moltiplicate, e specialmente per l’Inghilterra, e per l’Olanda che se n’è cavata a gran milliara di libbre, e si è venduta fino al prezzo di undici lire il cento in Castel del piano.

Dopo averne esaminate le proprietà, e la composizione, io penso, che questa terra, oltre l’uso Pittorico, può servire utilmente non solo a spalmar bastimenti, vasche &c. incorporandola con materia oleosa, o resinosa, ma ancora nell’ Arte Tintoria o somministrando essa per se medesima un color permanente, e buono, o dando corpo, e forza ad altre materie coloranti.

Nelle cave della terra gialla predetta trovansi talvolta dei pezzi di materia ferruginea, ed io ne ho alcuni stalattitici esternamente tereti, internamente composti di lamine ferree brune durissime, che accartocciate formano diverse cavità longitudinali, entro le quali vedonsi colature mammillari or rotonde, or slungate. La superficie esterna, e interna di essi è per lo più coperta di una fina incamiciatura di ocra, ossia di ossido di ferro giallo-chiaro. Io ho classato questi pezzi nella mia raccolta col nome di ferro limaccioso stalattitico.

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