Milizia 1797/I
[Francesco Milizia], Dizionario delle Belle Arti del Disegno. Estratto in gran parte dalla Enciclopedia Metodica da Francesco Milizia I, Bassano 1797.
pp. 252–253
FRESCO. Pittura che si fa sull’ intonaco ancor fresco.
E’ la più antica, la più durevole, la più spedita, e la più degna di ornare i grandi edificj. E perchè ora è la meno in uso?
Per la maggior durata delle pitture a fresco, l’esposizione a tramontana è la più favorevole ne’ paesi dove gela di rado; ne’ paesi freddi a ponente.
Il pittore che ha da dipinger su d’un intonaco ancor fresco, ha da far presto; onde ha d’arrivar armato di tutto punto nel campo del suo lavoro. Vi calca subito i suoi cartoni con una punta di ferro che ne imprima i contorni. Colorisce poi secondo il colore che ha dato ai cartoni, o al bozzetto già preparato.
In questa Pittura non entra gentilezza di mano, nè delicatezza di pennello. Tanto meglio:
le belle forme ben espresse, le attitudini vive; tutto insomma quello che può scuoter i sensi e fissar l’ attenzione è proprietà del fresco. Qui l’ Artista invece della mano fa spiccar l’ ingegno. Michelagnolo fece sbarazzare dalla Cappella Sistina gli apparecchi ad olio fatti da Bartolommeo del Piombo, sgridandogli, che le pitture ad olio sono per le dame e per i zerbinotti che si piccano d’eleganza di mano.
La pittura a fresco è incontrastabilmente più vigorosa e più brillante di qualunque altra specie di pittura, e si fa anche vedere più da lungi, onde è più conveniente negli edifici vasti.
Se dunque ora non è molto usitata, fa ciò onore agl’ingegni degli artisti?
