Milizia 1781/II

Francesco Milizia, Principj di architettura civile II, Finale [Jacopo de’ Rossi] 1781.


DELL’
ARCHITETTURA CIVILE
PARTE SECONDA.

DELLA COMODITÀ

. . .

pp. 190–196

CAPITOLO XXIII.

De’ Compartimenti de’ soffitti in piano a volta.

È da gran tempo che si è riconosciuto, che quando si entra in un luogo, la vista si porta subito alla parte superiore; onde è bisognato che i soffitti offrissero un aspetto bello. Su questo principio gli antichi hanno arricchiti i loro soffitti con quei grandiosi compartimenti di cassettoni formati di poche, ma di grandi fasce, e con un rosone nel mezzo, come si osserva ne’ loro tempj, e negli archi trionfali. Gli Architetti non hanno mai abbandonato questo genere di decorazione. Fino l’Architettura Gotica vi si è sottomessa, e malgrado i suoi mascheroni, le sue chimere, le sue arpie, e gli altri suoi disgustevoli ornati, è nondimeno degna di ammirazione ne’ compartimenti delle sue volte ardite, formati o di pietra dura, o di mattoni, o di stucco con un lavoro prodigioso. I nostri Architetti non soddisfatti delle antiche maniere, hanno straccaricato i soffitti di una farragine di compartimenti, e di ornati non sempre convenevoli a quei luoghi.

I soffitti o sono piani, o a volta di differente maniera.

1° I più semplici soffitti piani sono adorni di grandi compartimenti circondati da una o più modanature, che terminano nel soffitto, o scorrono per la sua superficie. Quando le modanature, che formano i compartimenti, sono arricchite, e quando alcuni dei compartimenti sono forniti di ornati ben intesi, tali soffitti hanno un bellissimo effetto, e sono propissimi per le abitazioni comuni, e per tutti gli appartamenti bassi. I loro ornamenti, e le loro modanature non richiedono un forte rilievo; ma siccome sono vicine all’ occhio, debbono esser finite con gusto, e con nettezza.

Per i luoghi alti di rilievo vuole esser più risentito. Sembrano questi compartimenti composti come di tanti travi intersecanti che si attaccano l’un l’altro, e formanti diverse figure geometriche, quadrati, rombi, triangoli, poligoni, circoli, ellissi, che si chiamano, cassettoni, e si riempiono di rose d’ogni specie, non so con quanta buona convenienza. E perchè non mettervi piuttosto delle stelle, lune, soli, uccelli, nuvole? I lati dei travi, che formano i compartimenti, sono generalmente adorni di modanature, e rappresentano o un architrave, o una cornice architravata, secondo la grandezza del compartimento, e l’altezza del luogo. E talvolta i compartimenti grandi sono più profondi de i piccioli, co’ quali sono accompagnati, e circondati da un profilo più pieno.

I soffitti particolari de’ predetti travi di rado sono piani, ma ordinariamente ornati di Meandri insignificanti di vario genere. E se la decorazione richiede maggior ricchezza, anche il fondo de’ compartimenti si adorna o di pitture, o di bassi rilievi convenienti. In somma i compartimenti, e gli ornati dei soffitti sì piani, come a volta debbono e nella quantità, e nella forma, e nel rilievo, e nella grossezza corrispondere all’espressione degli ordini degli edifici, co’ quali sono combinati. Onde nel Dorico i compartimenti debbono essere i più semplici con tavole oblunghe; nell’ Jonico alquanto incavati, e frammisti alternativamente di ornamenti; e quelli del Corintio con diversi rinforzamenti guarniti di stelle, o con intrecci di gusto.

2° I soffitti a volta sono più dispendiosi de’ piani, ma sono anche più belli, e questi sono promiscuamente impiegati nelle grandi, e nelle picciole camere, ed occupano da 1/5 fino ad 1/3 dell’ altezza della camera, secondo essa è più, o meno alta. Se la camera è bassa relativamente alla sua larghezza, la volta deve parimente esser bassa; e quando quella è alta, anche la volta deve esserlo: in questa guisa l’eccesso dell’altezza si va a rendere meno percettibile. Ma dove l’Architetto ha la libertà di proporzionare l’altezza della camera alle sue dimensioni superficiali, la proporzione più eligibile per la volta è ¼ dell’ intera altezza.

Nelle camere parallelogramme il mezzo del soffitto è generalmente formato di un gran riquadro piano, o dipinto, o adorno di compartimenti, o di altri ornati, secondo la decorazione è ricca, o semplice. Questo riquadro col suo bordo che lo circonda, occupa dalla ½ fino ai 3/5 della larghezza della camera.

La figura della volta è generalmente o un quadrante di circolo, o di una ellissi, che per essere ben veduta dall’estremità del luogo deve nascer un poco sopra la cornice, e finire al bordo, che circonda il gran riquadro nel centro. Il bordo, che deve aggettar alquanto in fuori della volta e dal lato esteriore, e da quello verso il riquadro, è generalmente di una sufficiente grossezza per ammettere gli ornamenti di un architrave, o di una cornice architravata. Il restante della volta può lasciarsi piana o adornarsi di varj compartimenti.

I luoghi circolari, che sono tanto belli, debbono avere l’altezza come i quadrati. I loro soffitti possono essere piani, ma assai più vaghi saranno a volta, o di una forma concava, sia d’un profilo semicircolare, o semi- ellittico. I cassettoni, se tutta la volta n’è ornata, debbono diminuire di grandezza, e di rilievo a misura, che si accostano alla chiave della volta, e per ragione di Ottica bisogna, che il profilo dell’ infossamento delle casse sia un poco spianato verso l’ingiù, ma non così sensibilmente come nel Panteon, affinchè una parte degli ornamenti non ne sia nascosta. Nelle volte rampanti delle scale le casse de’ compartimenti compariscono meglio, se sono incavate a squadra nel fondo de’ cassettoni, come nella scala regia del Vaticano, che se fossero a piombo.

I soffitti degli archi, e degli archivolti spesso si adornano. Quando sono stretti, i loro ornati sogliono essere di Meandri: meglio di fiorami; ma quando son grandi, si adornano in differente maniera.

Quando i profili di un luogo sono dorati, anche il soffitto deve esserlo. Il metodo usuale è di dorare tutti gli ornamenti, e di lasciare il fondo bianco a color di perla, turchino, o di qualche altra tinta più propria per fare più risaltare la doratura. Gran giudizio si richiede per distribuire la doratura convenientemente. Si deve molto badare di non lasciare alcune parti nude, mentre altre compariscono come masse d’oro. In generale è da osservarsi, che quando la doratura tende a confondere il disegno, e a dare una goffa apparenza da rendere il profilo indistinto, è male impiegata. Finalmente se la doratura impiegata sopra la pietra, lo stucco, il legno, rappresenta un pezzo d’oro, come può trovarsi colassù quel metallo? altri metalli nel soffitto non s’impiegano, che chiodi, o branche di ferro; onde queste sole cose, qualora vi fossero effigiate, si potrebbero convenientemente dorare, come, se per un eccesso di sontuosità fossero realmente d’oro; in generale la doratura in verun luogo si deve mai impiegare, che dove possa esservi verisimilmente del metallo; ma ciò neppure basta; bisogna impiegarla, quando la ricchezza della struttura la richieda, e quando accorda bene colle altre parti adjacenti. Ma in questo secolo di oro ciascuno vuol essere Mida.

La scultura fa comparire i soffitti più pesanti. La pittura all’incontro li fa comparire sì leggeri, che sembrano come traforati. Per temprare questi due eccessi si unisca insieme l’una, e l’altra, e ne risulterà un composto felice, se la disposizione sia bene intesa. In questo caso si possono ornare di scultura gli archi, che nascono dal fondo, le cornici, gli attici, da dove sorge la curva, e dipingere il nudo della volta, e delle sue lunette con lanciarvi de’ compartimenti di scultura. Ma vi si osservi sempre la convenienza, come fra poco osserveremo più in dettaglio.