Imperato 1599

Ferrante Imperato, Dell’Historia Naturale libri XXVIII. Nella quale ordinamente si tratta di diversa condition di miniere, e pietre. Con alcune historie di Piante, & Animali; sin’ hora a non date in luce, Napoli [Costantino Vitale] 1599.


pp. 95–97

LIBRO QVARTO.

Nel quale si tratta delle terre appartenenti all’uso di Pittura, & all’arte Fullonia.

Terre considerate a pittori. Cap. I.

L’affinità della pittura alla plastica & all’arte di formare c’invita a raggionar delle terre, che alla pittura appartengono: e per conseguenza di dottrina, & a maggior intelligenza, a toccar universalmente la materia de colori.

Differenze de colori dal geno di cosa onde si togliono.

Sono delli colori la maggior parte, & li più notabili tolti da minere, molti da herbe, & alcuni da animali.

Clori minerali. Colori di terre.

Minerali sono, la cerussa, giallolino, minio, cinabrio, biadetto, verde detto montagna, e verde azurro: e delle terre, la verde, pavonazza, più maniere di rubbriche, e di ochra, la terra nera, il paretonio.

Colori di piante.

Di piante sono come la lacca, il tornasole spetie di color violato, il verde cervino.

Colori di materie misturate.

Misturate sono di terra con piante, come la terra santa, che è terra di color herbaceo tinta.

Colori da gli animali.

Di animali sono come il chermesino moderno, e la purpura. Fassi da gli pittori differenza tra gli colori, secondo l’havere più o meno corpo.

Altra diferenza de colori c’ habia corpo, o nò.

Havere corpo dicono quelli colori, che coprono, e sono senza trasparenza: non havere corpo dicono quelli c’hanno trasparenza.

Differenza dal seccarsi presto o nò.

In oltre fan differenza tra gli colori, secondo il facile, e difficil seccarsi:

Differenza dal conservarsi lungo tempo.

e secondo il conservarsi lungo tempo, o in breve mutarsi, e perder la vivacità: nelche si fa consideration delle materie, secondo che l’un dall’altro, con cui si adopra patisce:

Differenze de colori dal modo di adoprarli.

onde seguono ancora le differenze de colori, secondo gli lavori a quali si adoprano: percioche altro colore vuole l’opra a fresco, altro a secco, o a guazzo, o ad oglio.

Colorito a fresco.

A fresco chiaman quel lavoro, che si fa su lo intonicato di fresco, innanzi che comincia seccare: questo quantunque non riceva molte nature de colori, ma subito gli ammazzi, nondimeno con quelli che appropriate li sono, lungo tempo si conserva, penetrando il colore nella sustanza dell’intonicato: onde fatta unione per lungo tempo dura.

Colorir a secco.

A secco chiaman le pitture, che su l’intonicato, o invecchiato, o almeno del tutto secco si fanno, ove bisogna prima farvi il letto di gesso con colla liquido, o di altra simil materia, e sopra colorirvi.

Colorir a guazzo, & a tempra.

A guazzo chiamano & a tempra, una maniera alla detta simile data su la tela, o tavola. De qual colori, parte si temprano con colla di carniccio, e di ritagli di corio, parte con chiara di ovo. Adoprasi la chiara di quo battuta prima con latte di fico, il cui beneficio è di romper la viscosità, e filatura del bianco: perciò tagliandosi li piccoli ramuscelli in pezzetti, visi mettono a tal affetto, e si dibatte. Confannosi alcuni colori più con la colla, e sono quelli che voglion chiarezza, come gli azurri tutti: altri più con la tempra, come quelli c’hanno più oscurezza: quali sono il cinabrio, e la lacca. E quantunque nella prima mano li colori, tutti di colla si diano: nel rivedersi, e ritoccarsi si fa la detta differenza.

Gomma ove si adopri.

La gomma si adopra nelli colori in carta: & è quasi dell’istesso andamento.

Colorir a oglio.

La maniera ad oglio, è cosa di pochi anni introdotta, e del tutto a gli antichi incognita: adoprasi in questa maniera, l’oglio in vece di colla, e di tempra, o di gomma: ma di tante varietà di ogli, sono in questo uso solamente ricevuti, li fatti di feme di lino, e di noce. La maggior parte dunque de colori si con fa con oglio, gran parte rifiuta il lavoro a fresco. Sono alieni dal lavoro a fresco la lacca, la cerussa, l’orpimento, il verderame, il giallolino: perciò in vece di questi si adopran le terre di simil colore: & in vece di bianco di cerussa, si adopra il bianco fatto di calce lungamente purgata, & incorporata nell’ acqua con bianco marmo in palle, e di nuovo rimacinata. Lo smalto adoprato con oglio nello spatio di tempo si annerisce, perche secca tardi: perciò molto meglio si adopra a fresco, e se le accompagna, acciò secchi più presto, l’oglio di sasso, o di spigo. L’orpimento secca ancora tardi per esser di natura grassa, e corrompe con la compagnia sua la cerussa: perciò negli lumi si adopra solo: nelli scuri si carga di terra rossa, o di altro che faccia per lo scuro. Il verderame, come che si fugga quanto si può di adoprarsi, pure il men cattivo modo di adoprarlo, è in velatura. cioè che dato il bianco, e nero di sotto, secondo le differenze de lumi & ombre che bisognano, si dia su una sottil mano di verderame, siche per la sottigliezza trasmetta la differenza de gli lumi, e dell’ombre date di sotto: in qualunque altro modo adoprato è peggiore. Alterasegli presto il colore, & con la sua vicinanza offende gli altri colori, che con esso consinano, e le annerisce: accompagnasi bene nello scuro con il fumo.

Seccanti, che si danno alli colori.

Nelli colori che tardi seccano generalmente si accompagna il seccante: questo intendono, o il vetro sottilissimamente pesto, o il litargirio con l’istessi ogli cotti. Ma per seguir il nostro instituito ordine, e per accompagnar l’intelligenza delle cose antiche con le moderne, veggiamo quel che Plinio delle nature de colori, e delle pitture c’insegna.

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p. 106

Bianco a fresco. CAP. XIII.

IL bianco c’hoggi dì è in uso, si fa di calce alcuni mesi macerata nel l’acqua, e per tal via dall’acrimonia purgata, e con marmo bianco sottilmente macinato, stretti in masse insieme. Ben secche dunque che siano, e fermate le masse, quando bisogna, si macina e si adopra à fresco, in luogo che la cerussa nelle altre maniere di colorire.

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pp. 112–113

Dell’ochra. CAP. XXV.

L’OCHRA, come in molti altri luoghi, si ritruova anco in Italia.

Ochra Athenese.

Ottima era l’Athenese: hora non se ne ha: percioche mentre le famiglie hebbero le cave di argento si faceano le grotte sotterra per ritrovar l’argento: e ritrovandosi la vena di ochra si seguiva nondimeno: onde gli antichi hebbero copia di sile eccellente. Sin quì Vitruuio. Onde habbiamo che era mancata l’ocra, per essersi tralasciato di seguir le cave di argento, forse perche altronde se ne havesse con minor spesa: e raccogliamo anco che’l sile sia l’istesso che l’ochra.

Sile è l’istesso con l’ochra.

Ne altro significando ochra voce greca, che a noi pallido e giallo meritamente tal terra è detta da nostri terra gialla. Segue della terra rossa.

Rubriche. CAP. XXVI.  Di Vitruvio.

LE rubriche si cavan copiose in molti luoghi: ma le eccellenti in pochi: come nella provintia di Ponto, in Sinope, nell’Egitto nella Spagna, nelle isole Baleari, e non meno in Lemno: li datij di qual isola, per concession de Romani godono gli Athenesi. Aut.

Rubrica hoggi magra e terra rossa.

E’conosciuta la rubrica sotto nome di magra e terra rossa: le terre rosse sono in uso de pittori: le magre in uso de fabri legnaiuoli.

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Creta verde. CAP. XXVIII.

LA creta verde si ritruova in più luoghi: ma l’ottima in Smyrna: questa li greci chiamano Theodotio: percioche Theodoto fu, nel cui fondo prima si ritrovò il detto geno di creta. Aut. Chiamasi hoggi terra verde: è cretosa e leggiera e di sostanza sottile: cotta rosseggia.

Terra verde come si adopri.

Adoprasi principalmente a fresco: adoprasi anco ad oglio imitando le carnature di donne, in alcuni luoghi con gratia:

Deviamento di Plinio.

ove si è da avvertire, che l’istessa historia, che Vitruuio attribuisce alla verde, Plinio trasferisce alla cerussa. Questo dico, accioche siano li studiosi avvertiti nelle lettioni de antichi, & a nostra degna scusa, e giusta difensione, mentre per chiarezza della verità, siamo forzati alcune volte contradirli e corrigerli, e segnatamente in Plinio autore altrimente utilissimo, & onde possiamo haver intelligenza di molte cose, purche avisatamente si legga: ove altrimente letto ci condurebbe in molti errori, & intrighi.

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pp. 120–123

Azurro oltre marino. САР. XXXX. Aut.

MA dell’azurro oltre marino, cosi hoggi detto, spetie di ceruleo nobilissimo, e materia propria delle vene di oro, & hoggi tra tutti gli colori sommamente stimato, è maraviglia che distintamente ragionato non ne habbiano: già che non è invention di nuovo artificio: ma propria minera.

Azzuro oltra marino, che cosa sia.

È l’oltramarino tintura propria della pietra lazulea, separata dalla sustanza di essa pietra marmorigna con ottima industria: percioche macinata, s’incorpora con cera, e pece, & altre misturagini: e lavata nell’acqua, resta la sustanza marmorigna nella misturagine: il color si accoglie nell’acqua, da cui poi si separa. Sostiene questo solo la prova del fuoco tra li colori hoggidì: come del minio loro narrano gli antichi. Resta un breve, e commun discorso de gli colori del moderno uso parte natruali, e prate dell’artefatti.

Varie spetie de colori c’hoggi si adoprano. CAP. XXXXI. Aut.

Terra nera.

DELLA terra nera l’una è l’ampelite, di cui ragioneremo tra le terre medicinali, di sustanza arida smile a carbone. Ritrovasene anco un’ altra spetie soda, che si fende in tavolette vitle molto a dissegnar in modo di grafio: di sapor di atramento, dalla cui infettione ha la sua nerezza. Non è di lustanza cretosa, come il più delle terre, ne s’indura al fuoco: usitatissima tra pittori. Tagliansi le sue lastre per lungo in fette simili a stecchi, & adoprasi in disegno nel modo de carboncini: ha non dimeno questa nera molto vantaggio al carbone, cosi nel restar il disegno su la carta lungo tempo, come nella delicatezza delle lince, & union di adombratura.

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Terra pavonazza. CAP . XXXXII.

La terra pavonazza è di color rossaccio & azurro participe, di sustanza arida: suole adoprarsi a fresco: percioche ad oglio si avvagliono di colori di altre materie, per imitar l’istesso. La pavonazza di Viterbo è più rossa, di color vivace e più al cinabrio simile.

Cinabrio.

Il cinabrio si fa di sullimation di argento vivo, e solfo: il modo di farlo, insieme con altri colori, trattaremo tra gli metalli: imita nel colore il cinabrio de antichi: cosi chiamarono il sangue di drago: qual hora no è in uso de pittori, e per lo molto prezzo, e per haver altri colori, che satisfanno in luogo suo.

Giallolino.

Il giallolino si fa di cerussa nella prima alteratione: imita nel colore il fior di ginestra. Evvi un’altro giallolino, di cui tratteremo tra li smalti, e l’impetene.

Minio de moderni, o sandice.

Il minio moderno, o sandice de antichi, si fa dell’istessa cerussa, e giallolino passato in maggior rossezza per la maggior cottura.

Il verde camerato.

Il verde camerato, si fa di orpimento con indico temprato. Il verderame si è detto che sia rugginosità di rame: accelera molto il suo nascimento l’odor delle vinaccie.

Biadetti.

Li biadetti sono di ceruleo macinato.

Azurro oltramarino.

L’azurro oltremarino, come si è detto, si fa di pietra lazulea. L’azurro smalto è tintura di zaffara, in materia di vetro.

Lacca.

La lacca si fa della bollitura di verzino ispessita: o della tinta di grana, & cremesino. Sogliono separar il detto colore dall’istessa lana tinta, dico dalla cimatura per brevità di dispendio: ilche fanno con bollirla nel lissiuio: ha il nome dalla lacca gomma de antichi.

Terra santa.

La terra santa ha la tintura della felce herba, & il corpo di ghiara-calcinata, altri dicono di titimaglio e terra bianca.

Terra bianca.

La terra bianca è vena simile a gesso cotto, morbida nel tatto, e di bianchezza notabile: chiamanla molti gesso dalla fomiglianza. Dassi su vasi crudi, e con quelli si cuoce, e si fa soggetto al secondo coloramento: oue quelle, che senza detta terra si cuocono, sono di minor bianchezza, e men belli. Hassi per il paretonio, e gesso tymphaico de antichi .

Il grafio bianco, o lapis bianco.

Il grafio bianco si taglia in pastelli per disegnare, come della terra nera ſi è detto: è materia che si scioglie velocemente nell’acqua, e non s’indura al fuoco: ma piglia sapore acre, a modo di calce. Adoprasi nel disegnare su l’imprimature, nel modo de pastelli fatti di gesso: e perciò non è molto in uso appo noi.

Grafio rosso, o ematite.

Il grafio rosso, appo alcuni ematite: quantunque nella suprema superficie si bagni, e bagnato meglio segni: no si scioglie perciò nell’acqua, ma si ritiene. Tra tutte le spetie de grafij per disegni da conservarsi, è lo più stimato, cosi per giustezza de lineamenti, come per gratia & union di adombratura: confassi nel colore sanguigno con l’ematite: e nella sustanza anco alquanto se li confa, ma ce degli nella durezza, che nello ematite è molto maggiore.

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Terra di ombra. CAP. XXXXIIII.

La terra detta di ombra è di color affumato, di sustanza leggiera, sottilissima, ben ligata, & adherente gagliardamente alla lingua, mentre con essa si tocca. Si rompe in schieggie, e si alliscia nel modo de boli: onde alcuni l’han stimata bolo armeno. S’indura al fuoco, come il bolo, e l’argille. Simile al suo colore si vede la terra nelle vene putri dell’oro. Serve per adombratura de carni, e de gialli.

Terra verde. CAP. XXXXV.

La verde similmente, che a noi si porta, è di sustanza sottile: ma men ligata e men scheggiosa, più morbida e di poca tintura: quale anco al fuoco presto si lascia, e divien nel modo delle argille cotte. Adoprasi a fresco per detta leggerezza di colore. Alcuni anco l’adoprano ad oglio nelle carnature di donne: ove sono per avvenamenti alcuni lividetti, con molta gratia.

Bianco a fresco.

Il bianco a fresco si è detto, che si faccia di calce macerata.

Giova la maceration nell’acqua per toglierli la sustanza vitrea, che assumma nella superficie dell’acqua, mentre si purga: ilche faceua il bianco trafparente: dunque toltagliquesta, la calce acquisa più corpo: ma per conseguir ciò meglio se le giunge il terzo di marmo: quantunque potrebbe ammassarsi in palle senza di detto marmo. L’asphalto è spetie principal di Bitume. Adoprasi da pittori ne gli adombramenti di carne. Fansi di varie spetie di colori di fiori  e frutti, variate anco maniere de colori per colorimenti di miniature, secondo che sono tal colori, o più vivi, o più habili a conservarsi. Freguentissimo tra tali è il verde del spin cervino, alquanto pallido mentre è immaturo, e più verde quanto più al maturo si accosta.

Ha il nome di verde vessica, per che nellevessiche si conserva, non altrimente, che sa naturalmente il fele. Il tornasole è colore utile a colorimento purpureo di carte: fassi di viole ammassate , & è di facile alteratione al contatto di altre materie: passa toccato dalla calce in celestino.


LIBRO VIGESIMOQVARTO.

PP. 655–656

Del Dattilo, e delle pietre Aquiline.
CAP. XVIII.

Dattilo pietra selcigna.

IL Lyncurio dunque, che è dall’Elettro diverso, puote per quanto alla sustanza appartiene, collocarsi nel geno delle stirie. à cui sono altre pietre simili di figura, ma diverse di nascimento. tale è il Dattilo pietra che imita il dattilo frutto e nel colore, e nella figura, di sustanza di selce, lubrica nella superficie, di color ammelato: & alle volte anco rugosa, & al Dattilo molto simili alcune spezie di Aquiline, diverse in questo dal Dattilo, c’habbian dentro di se concavità, e siano pregne di altre pietre.

Aquilina.

l’Aquiline dunque per lo più han consistenza di materia simile à testa. Contengono dentro di se altri corpi dell’istessa condizione che è la madre in cui si concrea. ve ne sono altre di consistenza di selce, e che percosse con l’acciaro scintillano, & altre di esse sono di semplice concetto, dico una volta gravida:

Aquiline doppiamente gravide.

altre sono doppie, cioè gravide di altre gravide. Quelle che sono venute in perfetto compimento, e separazion di concetto, crollate si sentono render percossa di dentro: il che non fan l’altre, nelle quali non è fatta perfetta separazione.

Aquilina Gargana di tuniche, e di concetti moltiplici.

Aquilina Gargana. L’Aquilina Gargana così detta dal monte onde si porta, è di sustanza di focara, che vegeta tra tuniche di pietra cementicia di calce. vedesi per lo più in forma ritonda di palla, ò di ovo, vestita alquanto di fuori, e ripiena di dentro di cemento bianco. se ne ritrovano alcune grandi di più concavità separate l’una dall’altra, come avviene nell’ova di più torli, & avviene spesso anco in queste, che siano più tuniche, de quali l’una contenga l’altra, che è l’esser gravide di altre gravide.

Aquilina pallida.

Aquilina pallida. Vi è un’altra spezie di Aquilina di color pallido di ochria, la cui testa è di condizion simile alla testola di terra: pulverolenta, e gravida dell’istessa ochria, che al fuoco si trasmuta in rubrica, come è dell’ochrie proprio.

Aquilina arenara.

Vi è anco l’Aquilina arenosa la cui testa è di arena incrustata, e varij frammenti di pietre lucide. percossa l’incrustatura con l’acciaro manda scintille di fuoco, ilche non fà la testa istessa, che è di condizion simile alla testa dell’Aquilina dianzi detta, pallida di color ferrigno, & imbrattata di dentro leggiermente di ochria. la terra di cui è gravida ha effigie di Tripela.

Aquilina ammelata.

Aquilina ammelata. La testa dell’ammelata è dell’istessa sustanza che l’arenara, ma senza l’incrustatura di arena: percioche naturalmente si ritrova liscia. Mostra il color melato oscuro, qual è del dattilo frutto, e della siliqua dolce matura: & è per lo più in figura amendolare. le tre spezie ultimamente dette hanno convenienza: quasi pietre di una istessa matrice:

Aquilina nera.

ma l’aquilina nera è di superficie liscia, e nera, che fregata con l’humore tinge in modo di stibio, con la cui sustanza conviene.