Scopoli 1783
[Giovanni Antonio] S[copoli], Colore. Coleur. Color, in: Pietro Giuseppe Macquer – Giovanni Antonio Scopoli, Dizionario di Chimica IV, Pavia [Giuseppe Bianchi] 1783, pp. 124–130.
(**) COLORE. COLEUR. COLOR.
Ciò che primieramente si osserva in tutte le chimiche che primeramento, da questo si conosce ben spesso, se sieno fatte bene, o male. Colores (dice il Sig. BERGMANN.) sollicite observandi; nam semper quidquam iis discimus, modo omnia, qua decet attentione, considerentur. I colori delle calci metalliche precipitate dai loro mestrui meritano certamente ogni attenzione, dandoci essi a conoscer l’indole delle sostanze precipitanti, e le parti costitutive dei precipitati. Dal solo colore si conosce se le calci del Ferro, del Piombo, del Bismuto, dell’ Argento ec. sieno più, o meno flogisticate. Il colore della fiamma ci dimostra se la metallina contenga Rame, o Piombo. II colore rosso de’ vapori esalanti dall’ acido nitroso è un indizio certissimo, che questo acido è flogisticato; e se il Mercurio precipitato dall’ acido nitroso con un alcali è bianco, da ciò si comprende, che l’ alcali non era puro, ma pregno di flogisto. Tralascio molti altri esempi, dai quali risulta che la considerazione dei colori e de loro cangiamenti forma nella Chimica un articolo di somma importanza.
Edvard DELAVAL ha fatto uno studio particolare sulle cagioni del cangiamento di colore ne’ corpi opachi e colorati; e pubblicò le sue sperienze ed osservazioni in un’ Opera tradotta poscia dall’ inglese nell’ idioma italiano dal Sig. Canonico D. Francesco FROMOND sotto il titolo Ricerche sperimentali sulle cagioni ec. Questo valente Fisico fa vedere, che avvi sempre un’esatta corrispondenza tra il colore, ed il grado d’ attenuazione nella sostanza colorata: e che il colore di qualsisia corpo non possa essere alterato senza un secreto cambiamento della di lui tessitura.
Le materie attenuanti sono gli acidi. La sostanza colorante de’ fiori rossi disciolta da un acido fatto con una parte d’acqua forte, e ottanta parti d’ acqua pura se si dirada coll’acido vetriolico, s’accosta al giallo ; e se si condensa coll’ alcali, discende al paonazzo. Quella de’ fiori paonazzi coll’ aggiunta dell’acido vetriolico ascende al giallo, e condensata coll’ alcali discende gradatamente al violato, azzurro, e verde : e quella finalmente de’ fiori azzurri dimostra le medesime apparenze, che vedonsi nella sostanza colorante de’ fiori paonazzi. Le foglie e i frutti a proporzione che in essi cresce la forza dell’ acido dissolvente, passano naturalmente dal verde al giallo, e dal giallo al rosso.
I colori delle sostanze animali sono soggetti ai medesimi cambiamenti. I gusci dei Granchj, attenuate che siano le loro parti integrali dal calore o dagli acidi, divengono rossi, e se si attenuano maggiormente coll’ immergerli per lungo tempo nell’ acido nitroso, cangiano il color rosso in giallo. Il latte facendolo bollire, e coagulare lentamente coll’olio di tartaro passa per tutti i gradi di giallo arancio, e rosso, a misura che più o meno si condensa, BOERRHAV. Elem. Chym. II. p. 91. Il siero del sangue imputridito è verdeggiante: e la parte rossa del sangue esposta per qualche tempo al contatto dell’ aria atmosferica diventa gialla. Il fiele parimente, accoppiandosi all’ acido marino, acquista un color verde, e al medesimo cangiamento di colore soggiace lo stesso umore per mezzo del calore, e della putrefazione.
Le calci metalliche, quanto più sono ricche di flogisto, tanto più il loro colore s’ accosta a quello dei metalli. Il flogisto della luce solare cangia il color delle calci dell’Argento, e del Bismuto, dal bianco in grigio-fosco. L’aria infiammabile muta il color rosso del minio egli dà il giallo. La calce del ferro separata dall’ acido vetriolico colle galle acquista un colar nero.
Nelle piante il color rosso indica ordinariamente un eccesso di acido come vedesi in molte frutta. Ma nel Regno minerale, ed animale il color rosso non indica sempre la presenza d’ un acido.
Il colore dipende eziandio non di rado dalla sostanza colorante d’un altro corpo portata su le parti integrali d’un altra. Si crede inoltre, che il flogisto sia la causa di tutti i colori; ma questo è un errore, mentre si vede, che le calci metalliche quanto più sono povere di flogisto, tanto più atte sono a tingere il vetro, BERGMANN Opusc. II. p. 250., che il vetro nero delle bottiglie di Francia unito al gesso perde il suo colore,e si cangia in una pasta simile alla porcellana. Da molte sperienze fatte dal Sig. ACHARD intorno ai colori de’ Vegetabili, ne risulta parimente, che il loro colore non dipende da una materia particolare colorante e pregna di flogisto, ma dalla combinazione di tutte le parti componenti, e dal loro grado di fermentazione, il quale siccome è diverso, così differente deve essere anche la coerenza e disposizione delle parti di tutto il misto.
Diverso è l’uso che se ne fa dei colori per la pittura. Quelli che s’adoperano per dipingere a olio sono: la Biacca di Venezia, il Gialdolino di Napoli, Terra gialla chiara minerale, Terra gialla scura minerale calcinata, Terra rossa minerale, Terra verde minerale, ossia terra verde di Verona, Giallo santo scuro, Lacca di Venezia, Nero d’Avorio, o nero di osso di bue, Nero di Roma, ossia nero di carbone, Azzurro di Berlino, Cinabro, Azzurro oltramarino.
I Colori, che si usano su la calcina fresca, sono: Bianco di calcina già da molto tempo bagnata, e nel tempo, che si vuole adoperare, passata per lo staccio, Giallo di fornace, o giallo di Napoli, Terra gialla chiara minerale, Terra gialla scura minerale, Ocria, o terra gialla scura minerale calcinata, Terra rossa minerale, Terra verde di Verona minerale, Terra d’ombra minerale, Rosso di Vetriolo, Morello di ferro, Rosso di Roma, Minio, Smaltino, Nero di Roma, o Nero di carbone, Verde azzurro, Azzurro oltramarino.
I colori, che si possono adoperare, sebbene composti sù la calcina fresca, ma intonacata due volte col gesso marcito, ossia col gesso di Milano impastando i colori con gesso in vece di calce sono; Giallo di fornace, o Giallo di Napoli, Terra gialla chiara minerale, Terra gialla scura minerale, Ocria, o terra gialla scura minerale calcinata, Terra rossa minerale, Terra verde di Verona minerale, Verde azzurro di Berlino, Indaco, Lacca di Venezia, Cinabro, Minio, Rosso di Vetriolo, Morello di ferro, Rosso di Roma, Nero di Roma, Terra d’ombra minerale, Terra d’ombra minerale calcinata.
Colori per miniatura, da impastarsi coll’ acqua gommata. Bianco di Venezia, Minio, Cinabro, Carmino di Francia, Lacca di Venezia, Gomma gotta, Scuro di fuliggine, Azzurro oltramarino, Azzurro di Berlino, Indaco, Nero d’Avorio, Biadetto, Verde in canna, Verde rame, Orpimento, Giallo santo scuro.
Colori, che si usano a colla sul muro a secco, ma prima dandosi sul muro due mani di gesso marcito, ossia gesso di Milano, ove si vuol dipingere; poi per formar le tinte adoperando lo stesso gesso incorporato con colla. Giallo di Napoli, Orpimento, Gesso, Cinabro, Minio, Terra gialla chiara minerale, Terra gialla scura minerale: Ocria, ossia terra gialla scura minerale calcinata, Terra rossa minerale, Terra verde di Verona minerale, Verde azzurro, Verde rame, Verde in canna, Lacca di Venezia, Rosso di Roma, Rosso di Vetriolo, Morello di ferro, Azzurro di Berlino, Indaco, Nero di Roma ossia nero di carbone, Terra d’ombra minerale, Terra d’ombra minerale calcinata.
Il Sig. SCHEELE ha ultimamente scoperto un color verde da adoperarsi tanto a acqua, che a olio, il quale per tre anni intieri non soggiacque a verun cangiamento. Questo colore si fa nel modo che segue. Due libbre di Vetriolo azzurro si sciolgono in trenta boccali in circa d’ acqua; poi si leva la caldaja dal fuoco. In un altro vase di rame si sciolgono in quindeci boccali in circa d’acqua due libbre d’ Alcali cavato dalla cenere, e undeci oncie d’ Arsenico bianco polverizzato; e disciolte che siano queste droghe si feltra il lessivio in un altro vase. Di questa seconda dissoluzione se ne mescola di quando in quando una piccola porzione col lessivio vetriolico, agitando intanto incessantemente il miscuglio. Mescolato che si abbia tutto il lessivio arsenicale col vetriolico, si lascia la massa riposare per alcune ore. Fatta la deposizione, si aggiungono al miscuglio alcuni boccali d’acqua bollente; si rimescola di nuovo, e questo lavoro si ripete di nuoνο due altre volte; poi si feltra e il colore si disecca a fuoco lento, la cui quantità è di una libbra e sei oncie.
Un altro color verde stabile è stato ultimamente scoperto dal Sig. RINMANN, il quale si fa col Cobalto di Tunaberg ben calcinato e torrefatto, poi sciolto nell’ acqua regia. Ad una parte di cotesta soluzione si aggiugne 1 ½ di Zinco sciolto nell’ acido nitroso poi si precipitano le calci metalliche coll’ alcali vegetale, e in tal guisa si ottiene un precipitato bianco e alquanto rosso, il quale dopo essere stato calcinato sotto la muffola d’ un fornello per gli Assaggi diventa primieramente d’un color verde chiaro, poi acquista quello di celadon. Si può adoperare questo colore macinato coll’acqua di gomma, ed anche coll’ olio di trementina, o coll’olio cotto di lino.
Dalle piante si ricavano molti altri colori ad uso dei Tintori, e della pittura; come p. e. si tinge in giallo con la Calendola, col Bidente, col Lancet Ben di HILL, colla corteccia del Berberis, colla Reseda luteola colla Persicaria acre, colla radice dell’ Ortica, colla Betula, e col Lichen di DILLENIO Tab. 24. f. 76. Tingesi in verde colla Scabiosa avanti che fiorisca, e coi fiori della Pulsatilla, aggiugnendo alle loro decozioni l’ Allume; in color azzurro colla corteccia del Frassino, e colle bacche dell’ Ebulo unite all’ aceto ; in color di Viola coi frutti dell’ Ebulo in color rosso col Galio Cruciata, col Galio Molugine e con alcune altre specie di questo genere, in color di castagna, col legno del Rhus Cotinus, unito al Brasillet; in color fosco, colle bacche del Sambuco unito ad un poco di verderame, sbattendo intanto continuamente il filo, che devesi prima alluminare; in color nero, col Licopo, col legno dell’ Alno, ossia Ontano, macerando in seguito la stoffa nell’ acqua, in cui i Fabbri sogliono attuffare il ferro rovente; col Salcio (Marceau di Du HAMEL).
Per la pittura somministrano un color verde il sugo delle bacche del Ranno, ossia Spin-cervino: i fiori dell’ Iride germanica macerati e quasi putrefatti unitamente alla calce viva, ed un color azzurro le bacche del Ligustro, mescolando il loro sugo con qualche acido, o con lo spirito di sale ammoniaco e i fiori della Genzianella: e i fiori del Ciano.
