Arduino 1775
Griovanni Arduino, Raccolta di Memorie Chimico-Mineralogiche, Metallurgiche, e Orittografiche, Venezia [Benedetto Milocco] 1775.
Giovanni Arduino (1714–1795) was an Italian geologist and mining expert. In his work, he laid the foundations for the stratigraphy of the Earth’s crust. In the appendix to his collection of chemical and metallurgical treatises, he discusses metallic compounds responsible for the chemical coloration of “fossil” (mineral) materials.
APPENDICE
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pp. 214–219
Ma ritornando alli colori delle materie fossili, che dal Ferro, cioè da suo Principio terreo, principalmente dipendono; quegli azzurri, e verdi, che comunemente dal Rame, e talvolta da qualche altra metallica sostanza, ma non da materia ferrea, si credono prodotti, meritare mi sembrano qualche particolare esame. È verità di fatto e a tutti nota che il Rame, dissolvendosi in Ocra, ci apparisce di bellissimo colore o verde, o ceruleo, secondo l’indole acida, o alcalica del suo Dissolvente, ed anche secondo la natura delle materie, che con la di lui Ruggine, o dissoluzione vengono a mescolarsi. Avvi anche dell’ Ocra azzurra di Cobalto, e della verde di Kupfernickel: ma questi colori del Rame non veggonsi nel Regno fossile che in pochissimi luoghi, rispettivamente all’ampiezza del Globo nostro; e quelli del Cobalto, e Kupfernickel sono sommamente rari. Così non può dirsi però dei colori causati dalla sostanza marziale, considerandoli tutti complessivamente: essi sono ovunque cospicui sotto gradazioni innumerabili di giallo, di aranciato, di falbo o badio, di rosso, e purpureo, e violetto, o pavonazzo; e di nero, piombino, cinericcio, ec. Sonovi anche degli Azzurri, benchè rari, dipendenti dal Ferro, e dei Verdi di varj atti in molto maggiore quantità, ed in moltissime situazioni. Li Principj constitutivi di questo metallo, naturalmente sparsi e commisti con quasi tutti gli altri materiali Terrestri, ne diversisicano le colorate apparenze, secondo li diversi loro gradi di quantità, e di attenuazione, e secondo la varietà delle loro combinazioni e modificamenti con le altre sostanze, alle quali sono congiunti.
Non parmi certamente ragionevole di non voler riconoscere il Ferro per la causa primaria ed essenziale di siffatti colori, in tutte quelle specie e varietà di pietre, di terre, e di altri simili Fossili, che sono quasi infiniti, da’ quali, con adatte Chimiche Analisi, il terreo Principio marziale può estraersi, e che dopo di avernelo interamente separato, più colorati, com’eran prima, non si ravvisano ma divenuti affatto bianchi. Questo è il mezzo, di cui mi sono servito nelle indagini di tal fatta, e col quale ho rilevato che l’ Azzurro e il Verde, ugualmente che gli altri colori anzidetti, sovente dal Principio medesimo sono nelle materie fossili prodotti. A questo proposito ho già accennate, nelle mie Riflessioni aggiunte alla Memoria sopra le Minere di Ferro di Eisenartz, varie sperienze comprovanti la mia asserzione, che superfluo sarebbe di quì ripetere. Siccome però ho, in qualche modo, allora promesso di parlare, in altra opportuna occasione, più diffusamente di quelle da me praticate sopra la Terra verde pittoria di Brentonico; così non credo disconvenire il farlo presentemente, ad oggetto di additare agli Studiosi della Chimica Orittologica un modo, a mio credere, dei più efficaci di estrarre da Corpi fossili argillosi la loro ferrea colorante sostanza, e di ridurli affatto scolorati.
Il Celebre Elia Bertrand, nel suo Dizionario universale dei Fossili, all’ Articolo Terra, parlando di quella verde, dice Questa terra viene d’ Italia; essa è in uso nella Pittura. Egli è il Rame disciolto da un Alcali, e precipitato, che così la colora (a). = Anche l’Autore anonimo degli Elementi d’ Orittologia, stampati a Neuchatel nel 1773., dove parla delle terre argillose, dopo di aver detto (Pag.30.) che l’ Ocra di Rame, è un Rame disciolto e precipitato nell’acqua, soggiugne = di questo genere è la terra verde di montagna, o la terra di Verona, o l’ Ocra verde che serve nella Pittura (b). La terra verde, di cui parlano, è appunto quella, che da secoli cavasi nel famoso Monte Baldo, sopra Avio, nel Distretto del Castello di Brentonico, Giurisdizione de’ Quattro Vicariati delli Nobilissmi Conti di Castelbarco. Col nome di Terra verde di Verona viene distribuita per 1’ Europa ad uso de Pittori, che se ne servono, sì nelle Pitture a Olio, che a Fresco, ed a Tempera, punto soggetta non essendo ad alterarsi, neppure esposta all’aria.
(a) vegg. Dictionnaire universel des Fossiles propres & des Fossiles accidentels &c., par M. E. Bertrand. À la Haye. 1763.
(b) Elemens d’ Oryctologie, ou Distribution Methodique des Fossiles, &c. Neuchastel 1773.
Avendo, nei primi anni de’ miei Studj Metallurgici, osservato che diverse terre verdi dei monti Veronesi, nella fusione davano ottimo Ferro e malleabilissimo, m’ accorsi fin d’allora essere falso che il verde minerale sempre provenga dal Rame, come molti credono. Indi osservai che lasciati dei Ferramenti tersi dentro un impasto umido di Gesso cotto, vi si arrugginivano; ma che l’Ocra, che vi si produceva, anzi che riuscire del solito suo croceo colore, era verde; e quindi entrai in sospetto che dal Ferro molti colori verdi di pietre comuni, di marmi, e di terre avessero origine. Per chiarirmene, varj esperimenti ho fatti in più tempi; nè già solamente sopra le materie fossili di verde colorate, ma anche sopra diverse di quelle azzurre, o cerulescenti, e sopra moltissime di quelle infette di differenti altri coloramenti. Ad eccezione dell’ Azzurro, e Verde, e Verdazzurro, che trovansi in molte Minere contenenti Rame, le Chimiche Analisi m’hanno dimostrato che la sostanza marziale è nella massima parte la causa essenziale dei colori del Regno fossile. Per accertarsi di ciò, lo Spirito di Nitro l’Acquaforte, o l’ Acquaregia sono menstrui sufficienti per molte sorti di tali materiali; ma ve ne sono non pochi di così resistenti alla forza disciogliente degli Acidi, che riuscire non vi si può, se non se riducendoli prima in ciò, che da Chimici chiamasi – Liquor Silicum –, ed altri anche non scolorabili, che dall’ Acido vetriuolico, replicatamente, ed in particolar modo applicato; lo che suole avvenire in diversi Fossili argillosi, uno de quali è la suddetta Terra verde di Brentonico.
