Grazzini 1559
Antonio Francesco Grazzini Il Lasca (ed.), Tutti i Trionfi, Carri, Mascherate ò canti Carnascialeschi, andati per Firenze dal tempo del Magnifico Lorenzo vecchio de’ Medici fino all’anno 1559, Fiorenza 1559.
Antonio Francesco Grazzini, known as Il Lasca or Leuciscus (1503–1584), was a Tuscan humanist, writer, and philologist. His collection Tutti i Trionfi, Carri, Mascherate ò canti Carnascialeschi, published in Florence in 1559, contains a series of songs performed during carnivals and other festive celebrations. From this collection, we present the songs sung by the guilds of painters (dipintori) and whitewashers (imbiancatori). The last of these songs carries a double meaning: beneath the description of the whitewasher’s work and tools lies a suggestive sexual subtext.
pp. 76–77
Canto de’ Dipintori.
DI paesi lontan Donne, vegniano,
Per vostro amore; e l’ Arte del Pittore,
Con somma diligenza noi facciamo.
Colla nostr’ Arte, immittiam la Natura,
E siam Maestri perfetti;
E quando far habbiamo una figura,
Troviamo i Vaselletti:
Dove serbiamo i buon colori eletti,
Accioche piu bel getto far poßiano,
Se Noi vogliamo al natural gittare:
Bisogna i nostri ingegni
Per cotal opra, bene assottigliare,
Tor pennè buoni, e degni:
Così coi nostri retti, e buon disegni,
Ogni bella figura dipigniano.
La Tavoletta habbiamo pe’ colori,
Per potergli acconciare;
La Mixtione è fatta di liquori,
Ch’ ogniun di noi sa fare:
Dell’ olio ancor bisogna adoperare,
Col quale, opere degne poi facciano.
E però Donne, se inguna bramaßi
Far far qualche Pittura,
Ch’ al natural di lei gli simigliaßi;
Si come fa Natura;
Farello Noi, havendo buona cura,
Di farlo in modo che vi contentiamo.
La Biacca, de’ Colori, è la maestra,
E lacca, adoperiano,
Bisogna alla Figura la man destra,
Quando noi lavoriano:
E la bacchetta haver d’ all’ altra mano.
Così Natura facendo, facciamo.
pp. 92–93
Canto di Dipintori.
VIVA, viva li Pittori
O Signori, e Donne belle;
Con sua Arte, e sue pennelle,
Con sue Seste, e suoi colori.
Siam Maestri di quest’ Arte
Eccellente, e tanto degna;
Che s’ apprezza in ogni parte
Quel che è vostra, e nostr’ insegna:
Per ch’ ogniun di noi disegna,
Con perfetti e buon colori.
Noi habbiam color perfetti
D’ ogni prova, e di ragione;
Bianchi, azzurri, e Violetti,
Verdi, rossi al paragone:
Puossi usar d’ ogni stagione
Il Pennel pien di colori.
Per ritrarre al naturale,
Sperti semo nel Mestieri
A chi ha le parti uguale,
Coloriamo al suo doveri.
E facciam nostri doveri.
Come dotti, e buon Pittori.
Sappiamo anche in Prospettia [!],
Tutta l’ Arte si puo fare;
Ver’ habbiam Geometria
Nel partire, e compensare:
D’ un Triangol, tondo fare
Noi sappiam senza colori.
Incarnati ancor si trova
Senza lacca, e son perfetti;
Quando noi facciam la prova,
Un color di duoi eletti
Qui fondiam nostri diletti;
Per haver dell’ opra honori.
Se vi piace Signor cari,
Portar Sai, ò Camicietti;
Senza costo, ò ver danari,
Operiam color perfetti:
Vi farem sempre soggetti,
Nell’ entrare, e uscir fuori.
pp. 179–180
Di M. Pier Francesco Giambullari.
Canto de gli Imbiancatori di case.
Donne, come vedete, Imbiancatori
Siam tutti, e la nostr’ Arte,
E, ricoprir la parte
Brutta; mostrando il bel sempre di fuori.
E perche pur ricetto ha oggi aßai
Quest’ Arte, Noi venghiam per insegnarvi;
Che imparando potrete sempre aßai
Apposta vostra in quella esercitarvi:
Ma non volendo in vano affaticarvi,
Un sodo, e buon Pennello
Fate d’haver: che quello
Empie la borsa, e toglie altrui i dolori.
Vuol esser grosso, tondo, giusto, e sodo,
Acciochè poi in sul buon non si piegaßi:
Volsi con man provallo in ogni modo,
Perché ’n sul fatto poi non vi lasciaßi:
Perché s’adopra spesso in luoghi baßi,
Dove se non reggeßi:
Stuccheria male i feßi,
Che non voglion pennel da Dipintori.
Bisogna poi ch’ei sia molle, accostarlo
Doue più lo volete, Donne, in opra;
E forte, e sodo all’hora stropicciarlo,
Fregando molto ben di sotto, e sopra:
Che quanto più si mena, e più s’adopra,
Fa più presto l’effetto;
E con aßai diletto,
Fuora esce il bianco, e resta in su’ lavori.
Puoßi le case Vecchie anche imbiancare,
Ma si consuma in lor troppo colore;
E bisogna le prima ben nettare,
Perché sempre hanno qualche tristo odore:
E son macchiate, e fesse; ch’un dolore
È pur solo a vedelle;
Ma le nuove, e le belle,
Trovan più volentier lavoratori.
Noi habbiam detto il tutto; hor se qualcuna
Vuol che noi l’aiutiamo; eccoci a Voi;
Volentier pronti, e senza spesa alcuna,
V’aiuteremo, e mostrerenvi poi:
Che tutta l’Arte, e ciò che habbiamo in Noi,
È al comando vostro;
E metterem di nostro,
Se vorrete, il Pennel, Donne, e i colori.
