Neri 1612
Antonio Neri, L’arte vetraria distinta in libri sette, Firenze [Stampieria de’Giunti] 1612.
p. 15
A preparare la Zaffera, che serve per piû colori nell Arte vetraria. Cap. XII.
PIGLISI la Zaffera in pezzi grossi, & mettasi in tegami di terra tenendola nella camera della fornace per uno mezzo giorno, di poi si metta in una cazza di ferro a infiammare nella fornace, & si caui, & così calda si sbuffi con aceto forte, poi come è fredda si macini sottilmente sopra porfido, & in catinelle di terra invetriata con acqua calda si laui, & a più acque, lasciando sempre posare la Zaffera in fondo, poi si decanti pianamente, che così portera via la terresterità, & immonditie della Zaffera, & la parte buona, & tintura della Zaffera rimarrà in fondo, la quale cosi preparata, & purificata tingerà assai meglio, che prima, facendo tintura limpida, & chiara, questa Zaffera si asciughi, & si serbi in vasi serrati al suo uso, che farà assai meglio che prima.
pp. 85–87
Smalto turchino. Cap. XCV.
PIGLIA materia della quale si fanno tutti li smalti libre sei, mettasi in padellotto bene vetrificato con vetro bianco, si lassi fondere, & pulire, come è fuso bene, & pulito si tragietti in acqua, & si ritorni in padellotto, & si lassi fondere; & pulire, come è tale allora se li dia ramina di tre cotte fatta nelle fornacie, come siè detto a suo luogo, oncie tre, & zaffera preparata denari quattro, mescola bene insieme queste due polvere, & le darai sopra la detta materia in quattro volte, mescolando benissimo ogni volta, & lassando incorporare la polvere, come il colore ti piace con cavarne fuora una prova, & guardare se sta carico tanto che basti allora non si dia più polvere facendone fare la prova alli Orefici, & con l’occhio facendo la prova di tutti i colori per sapergli aggiustare a occhio, come ho sempre fatto io, che in questo non si può dare certa dose poi che alcuna volta le polvere tingeranno, &più, & meno però la pratica si deve fare con l’occhio per conoscere i colori, però il modo di conoscere uno colore quando fusse troppo con rimettere sopra della nuova materia da fare li smalti laquale presto pulirà, & scaricherà il colore, quando poi il colore è scarico se li dia più polvere, che tinge, e di così si caricano, e si scaricano in colore tanto che si riduchino al giusto colore, come questo turchino sarà al dovere allora si cavi in fornaccie fuori del padellotto, come è solito di fare li smalti, & queste sieno di cinque in sei oncie in circa, che questo sara smalto per Orefici assai bello, & vistoso, in padellotto invetriato con vetro bianco, in fornaccie vetraria, metterai libre sei di materia con laquale si fanno tutti i smalti, & con questa per prima mescolerai benissimo oncie tre di zaffera preparata, con laquale harai unito prima denari dua di manganese del piamonte preparato, queste due polvere mescolerai benissimo con la sopradetta materia, & cosi mescolata la butt rai in detto padellotto, che presto pulira, & pulita questa materia tragiettala in acqua, & informala, & guarderai se il colore ti piace, & se è caricato a bastanza, acciò possa ò ricaricare, ò scaricare la materia, e questo di caricare, ò scaricare i colori si fa quando è carico troppo si aggiunge alla materia fusa, & troppo carica dell’altra materia da fargli smalti senza niuno colore, & in tanta quantita a poco a poco che il colore troppo tinto si scarichi, & venga al segno desiderato, quando poi il colore, e scarico allora con dargli della polvere, che stringe a poco a poco le arecherai, avvertendo sempre di quando in quando farne la prova, questo è il modo che si deve tenere ne i colori, però quando si è fatto la pratica non si erra mai, come facevo in Pisa, che senza peli a occhio colorivo ogni sorte di vetro per ogni lavoro, basta havere accennato il modo, nel resto si rimette al curioso, & ingegnoso operatore, & artisto. Questa materia si lasci stare in padellotto fino sia cotta bene, & il colore benissimo incorporato poi si cavi di fornacie a l’ordinario, che questo sara uno smalto azzurro da Orefici bellissimo.
Altro Smalto azzurro.
HABBI materia con la quale si fanno tutti li smalti per esempio, libre quattro con questa mescolerai benissimo oncie dua di zaffera preparata, & con essa mescolerai per prima ramina di tre cotte, fatta con scaglia di calderai, come si è detto al suo luogo, denari dua, queste due polvere uniscile benissimo con la sopra detta materia da fare gli smalti, & cosi mescolati la butterai in padellotto invetriato di vetro biancho in la fornacie de i vetri, come è fuso, e pulito bene tragiettalo in acqua poi torna, & infornalo & lassalo cuocere, & pulire benissimo, come sarà tale cavalo di fornaccie, che questo sara smalto azzuro per Orefici assai vistoso.
