Rosichino 1640

Mattia Rosichino, Dichiaratione delle Pitture della Sala de’ Signori Barberini, Roma [Vitale Mascardi] 1640.


pp. 3–4

ROSICHINO

AGLI SPETTATORI.

COME l’ huomo mira le pitture fatte dal Signor Pietro Berettini da Cortona nella volta della sala de’ Signori Barberini; così comprende ch’ elle sono quelle cose, che sopra tutte le altre dilettano gli occhi de mortali. Ma perche tal diletto non si dilata, se non alla forma, e alla dispositione de colori, e delle figure ; i riguardanti rimanendo privi del godimento d’intenderne il significato, tutto il giorno si volgevano a me, che di continuo (così portando il mio carico) dimoro qui, e richiedevanmi che io gliel dichiarassi: Credevan forse ch’ io col praticar sempre dove queste pitture sono, anche intrinsecamente le conoscessi. Sforzato dunque da questi curiosi me n’ andai da uno, il quale o è Poeta, o Filosofo almeno, e detto gli il bisogno che havevo per l’ altrui curiosità della sua dottrina, egli per compassione me ne prestò alquanto, e resemi dotto della dichiaratione ch’ io cercavo, ma temendo cercano ma io del difetto della memoria non troppo avvezza a ritener cose cosi speculative & alte ; deliberai di farle stampare, e di presentarle a voi spettatori, per liberar me da quella noia, e per sodisfare alle vostre dimande. Vi prego solo che s’ io non dicessi tanto puntualmente le cose quanto mi sono state insegnate, che scusiate la mia non buona memoria, e la ricompensiate con la buona volontà che hò havuto, & hò di servirvi.


pp. 5–11

DICHIARATIONE
DELLE PITTVRE.

E DIVISA e dipinta la volta della gran sala Barberina in cinque parti. In quella di mezzo è la divina Providenza, che siede sopra una nuvola, ornata di splendori con lo scettro in atto di commandare al presente, & al futuro ; e perciò il tempo, che in forma di Saturno divora i proprij figliuoli, si tien sotto di se, e le Parche. Vi stanno attorno la Giustitia, la Misericordia, l’Eternità, la Verità, la Purità, la Bellezza, & altre, che pare che habbino desiderio d’ obbedir la: ma tra tutte dimostra l’Immortalità d’ esseguire i comandamenti, movendosi con la corona di stelle ad incoronare l’ insegna di Urbano Ottavo Sommo Pontefice ; questa è circondata da due gran rami di lauro, che insieme arrendendosi, fanno la simiglianza di uno scudo, sostenuto dalla Fede, e dalla Speranza da i lati, e da piedi dalla Carità, volandovi dentro le tre Api. Stannovi di sopra la Religione con le Chiavi, e Roma col Regno Papale: & un bambino con la ghirlanda pur di lauro, segno del valor poetico, che va quivi presso scherzando.

Nella seconda parte; cioe nella fronte della sala verso il giardino sta l’imagine di Pallade dinotante la Sapienza, che abbatte con l’asta i Giganti, i quali veggionsi precipitati & oppressi da quei monti, ch’ essi medesimi havevano ammassati per contrastar col Cielo. E qui s’ esprime la diffesa delle cose Ecclesiastiche.

Di contro, la terza parte rappresenta il governo temporale, e quelle due giovani, che mostrano di venire da alto, significano l’una l’Autorità col fascio consolare, e l’ altra col cornucopia l’ Abbondanza; sono avanti di queste inginocchiati ogni sorte di persone, come vecchi, fanciulli, vedove, & altri molti, che da esse aspettano de’ suoi doni. Nell’ Hercole poi, che scaccia l’arpie, s’intende il castigo de’ rei. Di sotto questa parte nell’ornamento finto di basso rilievo è una mazza dell’ istesso Hercole, che germoglia: una dell’ imprese della Casa Barberina.

Dalla man dritta nell’ entrare è la quarta parte; e vi si scorge la Scienza sollevata dall’ Aiuto divino, che si dinota nel giovane che è si destro sù l’ ali: tiene detta Scienza il libro dall’ una mano per la cognitione delle cose, e dall’ altra la fiamma a significare, ch’ egli è suo proprio l’ ergersi in alto : sta parimente accompagnata dalla Pietà verso Dio espressa nella matrona d’ habito honesta, e veneranda, che hà il tripode, e dentrovi il fuoco apparecchiato per lo sacrifitio. Sotto la detta Scienza, sono la gola, e la lascivia: la prima si dimostra in Sileno, a cui da Fauni, e Satiri si mesce il vino nella gran tazza, ch’ ei tiene in mano. e vedendosi le Baccanti con Bacco fanciullo in grembo, che avidamente da di piglio all’ uva, ci s’ appresenta la rea educatione de’ figliuoli. Vien figurata la lascivia in una femmina prostrata, appresso la quale si discernono alcuni Amori pudichi, e lascivi; ma i pudichi animati dalla Castità figurata nella donna vestita di bianco, col giglio in mano, discacciano con le faci gli impudichi, si che colei che giace ne sta come spaurita. E di quì poco lontano è dipinta una fonte con femmine d’intorno, una delle quali sta adornandosi, per dinotarci quali siano le vane delitie mondane. L’impresa che qui si scorge è l’aratro tirato da due api con una che è al governo di esse, che con la sferza le va guidando.

A fronte diquesta,si mira l’ultima parte; ed è in essa la Dignità, la quale hà nella destra il caduceo, e nella sinistra una chiave. La Prudenza riverente le presenta lo specchio; e la Potestà delegata con una chiave, e con un foglio scritto le sta vicina, ma in atto di partire. Quivi presso è la Fama; e la Pace con l’ olivo serra la porta del tempio di Giano, fuori della quale si vede il Furore, con sue fiaccole sopra molti armamenti legato, che in vista par che si scuota, se non che la Mansuetudine con un laccio il tien fermato. Havvi ancora alcuna Furia con la sua facella, che atterrata, appare priua di vigore. Non molto da lungi è la fucina di Vulcano, dove diversi Ciclopi s’ affaticano a fabbricar’ armi, alludendo al provedimento, che anche nel tempo pacifico si deve havere per la difesa delle Provincie. E qui è il sole oriente per impresa.

Oltre a ciò sono nelle quattro cantonate di questa volta quattro medaglioni, ne’ quali si esprimono le quattro virtù, Temperanza, Fortezza, Giustitia, e Prudenza. La Temperanza, quando Scipione il giovane rimandò intatta la giovanetta donna sua preda allo sposo Saguntino. La Fortezza con Mutio Scevola, quando abrugiò la sua destra, ch’ errando uccise un privato, in vece del Re Porsenna. La Giustitia con Tito Mallio, quando fece tagliar la testa al figliuolo trasgressore, ancorche felicemente, del suo divieto. La Prudenza con l’ historia di Fabio Massimo, quando egli contenendosi negli alloggiamenti tenne à bada Annibale. Sotto le medaglie si mirano effigiati per dimostrar la Temperanza l’ Alicorno: per la Fortezza il Leone: l’ Hippogrifo per la Giustitia: e per la Prudenza alcuni Orsi, perche col tempo perfettionano i parti loro.