Zanetti 1771
Anton Maria Zanetti, Della Pittura Veneziana de delle Opere Pubbliche de’ Veneziani Maestri Libri V, Venezia [Giambatista Albrizzi] 1771.
pp. 464–469
GIAMBATISTA TIEPOLO.
Bell’ esempio della pittoresca felicità, della sicurezza del pennello e della pronta esecuzione fu il nostro Tiepolo, che trovò sempre ubbidiente la mano ad esprimere sulle tele quanto concepia l’intelletto. Questo genio vigoroso molto e sempre a se stesso presente, fin da’ primi anni si fe’ conoscere; e la pesata e ritenuta scuola del Lazarini in cui ebbe i primi elementi, non poté impedirne i veloci progressi. Fu originale il suo stile fin dagl’ istessi principii; e se imitò giovinetto l’ordine dell’ ombreggiare con forza usato dal Piazzetta, e che allora correa in moda; lo rallegrò in appresso, e gli aggiunse quella vaghezza, che vide mancargli, e che dee piacere ad ognuno.
Non vi fu Pittore fra’ nostri che più di lui risvegliasse le sopite felici leggiadrissime idee di Paolo Caliari. Niente men belle sono le tinte e le pieghe de’ panni del Tiepolo, di quelle del Veronese; e niente meno felicemente dipinte. Le forme delle teste non sono d’ inferior grazia e bellezza; ma non vogliono permettere i critici severi che dicasi aver esse anima e vita come hanno quelle dell’antico Maestro.
Felice Pittore fu il Tiepolo per natura; ma non fu perciò ch’ei non coltivasse con affidue cure il secondo suo spirito; io ne son testimonio. Nel naturale ei fece i maggiori studii suoi; e sopra tutto seppe veder con buon occhio gli accidenti più opportuni delle ombre e dei lumi, e rappresentarli con maravigliosa facilità.
Dopo d’aver ornate con le opere sue, oltre la Patria, varie città di Lombardia, e alcune della Germania, chiamato fu alla corte del Re Cattolico in Madrid. Quivi dimorò con largo stipendio per lo spazio di ott’anni, impiegandosi in opere grandi e copiose *.
* E morì in quella reale residenza nel passato anno 1769. il dì 25. Marzo, d’ anni 77.
Le opere forse più belle che abbiamo in Venezia di questo Maestro sono le pitture a fresco. In quel modo di dipingere, che ricerca appunto prontezza e facilità, andò inanzi il Tiepolo a qualunque altro Pittore; e introdusse con arte maravigliosa nelle opere sue una vaghezza un sole che non ha forse esempio. Per arrivare a quel grado si studiano tutti di mettere in opera i più bei colori che possono adoperarsi a fresco; e si sforzano di trovarne di nuovi. Ma il Tiepolo per il contrario si servì molto di tinte basse e sporche, e dei colori più ordinarii; cosicché mettendo poi ad esse tinte vicine altre tinte belle alquanto e nette, con quel suo pronto pennello; ne sortia quell’ effetto che negli altri certamente veder non si suole. Mostrò egli in quel genere quanto conoscesse la grand’ arte de’ contrapposti, e quanto sapesse usarne con lodevole sagacità.
Nella Chiesa de’ Carmelitani Scalzi
dipinse prima assai giovine a fresco le figure nella volta della cappella di Santa Teresa, poi quelle che sono nella cappella del Crocefisso. Finalmente nella età più matura dipinse parimente a fresco tutta la gran volta della Chiesa, con la santa casa di Loreto portata da molti angeli, con varie altre figure *.
* Gli ornamenti di tutte quelle pitture fatti furono da Girolamo Mingozzi Colonna.*
Nella Chiesa dello Spedale della Pietà
è opera sua a fresco il gran soffitto di essa Chiesa con sacre simboliche rappresentazioni. Opera piena di vaghezza e di genio.
Nella Chiesa de’ Domenicani alle Zattere
il soffitto parimente dipinto a fresco è opera del Tiepolo con S. Domenico che distribuisce il rosario a molti generi di persone.
In questa istessa Chiesa v’è una sua bellissima tavola con la Madonna e tre Sante della religione Domenicana.
In S. Giuliano
v’è un suo quadro sul pilastro dell’altar maggiore alla dritta, con la Madonna e S. Giuseppe.
In S. Polo
fece nella gioventù in un quadro, ch’è nell’ alto della Chiesa, il Santo Apostolo dinanzi al tiranno.
Poi fece in altro tempo la tavola di S. Giovanni Nepomuceno.
In Sant’ Eustachio
all’ altar maggiore v’è un suo quadro col martirio di S. Bartolommeo.
In Sant’ Apollinare
nella cappella del Carmine, v’è una sua pittura con la Madonna e alcuni Santi di quella Religione, e l’anime del purgatorio.
Nella Scuola di S. Teodoro
nell’ albergo sonovi le figure de’ Santi Pietro e Paolo da lui dipinte.
Nella Chiesa della S. S. Trinità
v’è una sua tavola con S. Francesco.
In Santa Maria di Consolazione detta della Fava
la prima tavola alla destra con Sant’ Anna, la B. Vergine fanciulla e S. Gioachino, è bellissima e lodata opera di questo Maestro.
In Santi Apostoli
in una cappella alla dritta, v’è una tavola non molto grande da lui dipinta con la comunione d’una Santa.
In Sant’ Alvise
due quadri dipinse il Tiepolo. Il primo sta nella cappella maggiore, e rappresenta Cristo che va al monte Calvario. Il secondo ha la flagellazione e la coronazione di spine, e sta sulla parete alla sinistra.
In SS. Cosma e Damiano alla Giudecca
dipinse il castigo de’ serpenti sotto il coro.
Nella Scuola del Carmine
nella stanza superiore, sono cose sue tutte le pitture del soffitto. Evvi nel mezzo la B. Vergine Carmelitana in gloria; e in varii compartimenti alcune virtù e altre figure, opere dello stile più purgato e bello del Tiepolo.
Nella Chiesa delle Cappuccine a Castello
v’è un suo bellissimo soffitto con la Regina Sant’ Elena che trova la croce del Signore.
Nel Palazzo Ducale, nella Sala delle quattro porte
dipinse sopra i finestroni le figure di Venezia e di Nettuno, per rimettere una vecchia pittura consumata dal tempo.
Mancò nel passato anno 1767. in fresca età
FABIO CANAL
degno allievo del nostro Giambatista Tiepolo. Lasciò egli un’opera sua molto bella
In SS. Apostoli.
E’ il soffitto della Chiesa in cui rappresentò la comunione appunto degli Apostoli.
Nella Chiesa dell’ Umiltà
avea fatta prima la tavola della Madonna del Rosario.
In S. Martino
fece alcune pitture fra gli ornamenti all’ altar maggiore.
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