Zabaglia – Fontana 1743

Niccola Zabaglia – Domenico Fontana, Conttignationes ac Pontes Nicolai Zabaglia. Una cum quibusdam ingeniosis praxibus, ac descritpione translationis Obelisci Vaticani, aliorumque per Equitem Dominicum Fontana susceptæ | Castelli, e Ponti di Maestro Niccola Zabaglia con alcune ingegnose pratiche e con la descrizione del trasporto dell’ Obelisco Vaticano, e di altri del Cavaliere Domenico Fontana, Roma [Niccolò e Marco Pagliarini] 1743.


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TAVOLA IX.

È veramente straordinaria l’ invenzione ritrovata da’ Festajuoli di allungare la scala, con soprapporre uno, o più pezzi al piede, e di scortarla, con levarne gli aggiunti, e di lavorare da essa arditamente in positure scommode, sconce, e pericolose, per fare con franchezza e sollecitudine qualunque sontuoso apparato con drappi, trine, ed altre tappezzerìe, formando architetture, prospettive, ed altri ornati anche a guisa di ben intesi ricami.

A Festajuolo, che porta in spalla un pezzo per crescere la scala.

B Festajuolo, che, posta la gamba tra uno scalino e l’altro, alza il pezzo.

C Festajuolo, che appuntato il piede alla muraglia, e da essa scostata colla coscia la scala, incastra il pezzo nelle boccole.

D Festajuolo, che si attiene alla scala, con una sola gamba avviticchiata, e rimane libero della vita e delle mani per lavorare.

E Festajuolo in atto di lavorare sotto gli archi colla vita e colle mani libere,come sopra, ma a rovescio.

F Modo di sostenere le scale con funi, per apparare volte e soffitti.

G Festajuolo legato ad una corda, il quale sedendo con cuscino in un legno, detto Cavallo, (tanto il legno, che il cuscino sono fermati in cima di essa) e tirato in alto appara volte e soffitti.

H I Trasporto di scala con Festajuolo in cima.

H Festajuolo, che tenendo scostata la scala colla coscia dal muro, cammina colle mani appoggiate ad esso, e fa insieme camminare la scala. I Due Festajuoli, che da piedi alla scala secondano con essa passo passo il cammino del Festajuolo in cima.

K Fune, che intrecciata tra gli scalini fortifica la scala.

LL Festajuolo, che trasporta una scala composta di cinque pezzi e di una Cima; questa scala è piu alta di 70. palmi, e pesa circa 300. libbre. Quando poi la scala sia composta di maggior numero di detti Pezzi, si scema tutto il di piu, non potendosi portare da un sol uomo. Sino alla detta altezza non accade fortificarla con sostegni; ma essendo più lunga, si fortifica al terzo dell’ intera lunghezza, o con un’ altra scala, o con un Cavalletto, come in S. Pietro, segnato nella Tavola X., dove le scale si alzano più di novanta palmi.

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TAVOLA X.

Il Castello serve per più usi, e principalmente per spolverare la Basilica. Contiene per maggior comodo più ordini di ponti colle loro scale per salire agiatamente. È piantato sopra quattro ruote per trasportarlo con facilità, ove richieda il bisogno, sterzando le prime due. Oltre a questo ve ne sono due altri di minore, e tra di loro di differente altezza, e secondo il nuovo pensiero sono per farsi in maniera, ed a misura di soprapporre, occorrendo, al primo il secondo, al secondo il terzo; ed atteso il comodo di collocare Argani, o altri stromenti sopra la volta della Chiesa, e far passare per li fori di essa le funi, si potranno alzare con somma facilità, e coll ajuto delle Ventole trasportare sicuramente dovunque si voglia.

A Castello.

B Cavalletto per sostegno delle scale dei Festajuoli, come si è detto nella Tavola passata.

C Carriuolo per trasportare Candelieri, parati, ed ogni altro Ornato per la Chiesa.

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TAVOLA XI.

GL’ Imbiancatori, che di tre sorti di ponti portatili, leggieri, e semplici si servono per spolverare, imbiancare, e colorire, hanno il loro particolare pregio. Si servono essi della Bilancia, del Cavalletto, e di due scale, lunga l’ una, corta l’ altra.

La Bilancia è composta principalmente di tre travicelli, sopra dei quali sono fermate quattro tavole, due da capo e due da piedi, rimanendo la Bilancia aperta nel mezzo, dovendo passare per tale apertura le funi, ed i secchj. Se ne servono per le sommità, e per li fianchi delle volte, tirandola con ajuto delle Taglie da quella parte, che vogliono.

A Imbiancatore, che, accomodata la fune alle Taglie, tira in alto se stesso, e la bilancia.

B Altro Imbiancatore, che ajuta a tirare quando bisogna,

C Bilancia alzata al suo termine.

D Fune del Tirante fermata al travicello di mezzo.

E Fune fermata alla maniglia della Taglia per tirare la Bilancia ora da una parte, ed ora dall’ altra, per arrivare ad imbiancare tutta la volta, ed anche le pareti con calarla.

F Imbiancatore che spolvera, o imbianca la volta dalla Bilancia.

G Imbiancatore, che spolvera, o imbianca dal Cornicione.

Il Cavalletto è composto di un Tavolone, di due Traverse, e di quattro piedi: il Tavolone, e le Traverse sono sempre le medesime: i quattro piedi più lunghi, o più corti, secondo il bisogno: i più corti non sono meno di sette palmi, ed i più lunghi non più di trentatre.

H Cavalletto, si alza facilmente con accostare per lungo il Tavolone al muro, e con mettere ne’ due buchi vicino a terra due travicelli, per mezzo dei quali si alza il Tavolone appoggiandolo al muro, e con essi, e coll’ appoggio del muro si sostiene alzato, sin tanto, che non siano messi gli altri due travicelli negli altri due buchi, dopo di che si fermano i piedi tutti colle traverse e funi.

Le loro scale sono come quelle dei Muratori: della più corta si servono con Sporgerla in fuori da qualche finestra; della più lunga con sospenderla in piano a guisa di bilancia: e nell’ uno e nell’ altro caso vi mettono sopra una tavola per potervi stare in piedi, ed operare.

I Scala con tavola, che sporge in fuora da qualche finestra, appoggia di dentro in piano ad un cavalletto, ed è assicurata, o con peso, o con puntello, o con un uomo sopra, acciocché non trabocchi in fuora pel peso dell’ Imbiancatore.

K Imbiancatore sopra la scala inalzata orizontalmente colle taglie legate a due Falconi al pari del tetto, che dopo aver imbiancato un piano, cala la scala da per se a poco a poco, ora da una parte ed ora dall’ altra, coll’ ajuto delle Taglie, finché non arrivi all’ altro piano.

L’ arte di tagliare i mattoni serve per fare i pavimenti con vaghezza e polizia particolare, e perciò se ne indica la pratica.

L Mattonatori, che tagliano i mattoni della figura, che si vuole.

M Forma o modello di lastre di ferro, per segnare i contorni sopra i mattoni da tagliarsi, come nella Tavola prima numero 20.

N Orso di Peperino, o d’ altra pietra ruvida, nell’ incavo di cui, a quest ’ effetto fattovi, si ferma il bastone, o manico con una zeppa.

O Manuale, che spiana il mattonato, dopo che ha fatto presa, tenendolo sempre bagnato.

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TAVOLA XX.

L’ alta Machina del Ponte nella Basilica di S. Paolo per risarcire gli ornati della Volta della sua Tribuna fu giudiziosamente, e con maniera straordinaria costrutta; fu fatta non solo senza rompere il pavimento, nè punto danneggiare gli ornati dei muri laterali, ma ancora con Cavalletti di straordinaria, e non più praticata altezza di 60 palmi, adattati con particolare artificio alle circostanze del sito, bene stabiliti, e fortificati col semplice contrasto delle Traverse appuntate ai medesimi Cavalletti, ed appoggiate semplicemente ai muri, talmente, che sopra di detti Cavalletti si poterono collocare due altri piani del Ponte, ed a tutti salirvi comodamente con scale fisse e ferme, e sopra di essi con ugual comodo e sicurezza lavorare, e caricarli di qualunque materiale opportuno per lo risarcimento disegnato.

A Cavalletti alti palmi sessanta.

B Annestatura di detti Cavalletti.

C Traverse, che contrastando nel muro tengono forte i Cavalletti.

D Cavalletti del secondo Ponte alti palmi trenta.

E Cavalletti del terzo Ponte.