Galli Bibiena 1711

Ferdinando Galli Bibiena, L’ Architettura Civile preparata su la Geometria, e ridotta alle Prospettive. Considerazioni pratiche, Parma [Paolo Monti] 1711.


pp. 105

RAME DUODECIMO.

Operazione Trigesimanona.

Per far capire in brieve, che cosa sia la prospettiva di sotto in sù.

Figura 1.

PEr far capire in brieve, che cosa sia la prospettiva di sotto in su; in questa in forma, che, col proporre altri esempi, se ne renda benissimo capace chi brama intenderla: Supposta la stanza A col suo soffitto piano B C D E, sù cui vogliasi fingere vi si veda sopra dipinta altr’ altezza d’ una stanza superiore, come è la M L R. stando nel punto A della figura prima nel mezzo alla stanza; conviene prima fare il suo alzato, che si vuol fingere, formandolo realmente, come si vede il soffitto L M N O V, e li suoi muri laterali colle finestre, porte, e altro P Q R S T, da gli angoli de’ quali si tirino tutte le linee al punto della veduta A, che s’ avrà nelle superficie B C D E, il disegno di sotto in sù della stanza superiore M L R nella soffitta piana.

Operazione Quarantesima.

Per porre in prospettiva colonne con Balaustrate, Nicchie, ed altro di sotto in sù.

Figura 2.

VOlendo far’ apparire dipinto in prospettiva nel volto A B E colonne con Balaustrate, Nicchie, ed altro, come vedesi nella pianta, e profilo G I P Q, si procederà nella forma seguente. Supposta la stanza ABCD colla volta dell’ altezza A E, conviene farvi attorno la pianta reale di quello, che si vuole far’ apparire in prospettiva nel volto, come si vede, le Colonne P P P P, pilastri, e Nicchie N O, e Balaustrata Q, che mostrarà essere sopra la cornice della stanza A B. fatta detta pianta si tirino alla linea A B. della sodetta pianta le perpendicolari V X Y Z & ✠ 1. 2; e queste al punto del finto nel mezzo del Volto E, che servono per le larghezze di dette Colonne, e altro; e volendo in detto volto le altezze, si alzi il profilo G I, da tutti gli oggetti delle Cornici, si tirino al punto della veduta F le linee 10. 11. 12. 13. 14. 15. 16. 17. 18. 19. 20., che s’ avranno nel concavo del volto, trà B T l’ altezza della Balaustrata trà T S, le altezze della Colonna, pilastri, e nicchia 10. 11. 12. 13. 14., & trà S R le altezze del capitello, architrave, fregio, cornice, e Balaustrata 15. 16. 17. 18. 19. 20. 21., che tirate le paralelle alle cornici, come si vede da A à E 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9., s’ avranno le sodette altezze ritrovate; ma qui appresso si dirá con maggiore chiarezza, accioche si possan capire con facilità gli sodetti esempi.

Rame 12.

p. 107–108

RAME DECIMOTERZO.

Operazione Quarantesimaprima.

Per porre in prospettiva un Cornicione di sotto in sù in una Soffitta d’ una stanza.

Figura 1.

VOlendosi fingere un cornicione in una soffitta d’ una stanza; acciò apparisca sia più alta tutta l’ altezza di detto Cornicione. Suppongasi la quarta parte della soffitta I H C L., H il punto della veduta nel mezzo di detta soffitta, che s’ intende essere perpendicolarmente sopra la Persona, che deve vedere. Il punto della distanza sarà nella linea H I, lontano dalla veduta quanto sarà la distanza perpendicolare dell’ occhio di chi sta a vedere, sino al punto H. Non m’ estendo à fare dimostrazione alcuna, ne a dichiarare, che detta linea perpendicolare sia chiamata Zenit da Geografi, ne perchè; attesoche la mia intenzione non è, che di far facilmente imparare a disegnare, che poi a quelli vorranno chiarirsi, sara facile ricorrere à gli Autori, da quali hò Io pure ricavate le presenti regole, e notati nel principio dell’ Indice, che sapranno il perchè; mentre a mio parere è di necessita farne molto, ma molto bene la pratica, avanti delle dimostrazioni, perche le operazioni della Pittura devonsi apprendere da sè, e sono appoggiate ad una continua, e gran pratica della mano, oltre il concorso dell’ intelletto. Ora ritornando al punto della veduta H, ed’ alla distanza già ritrovata, facciasi sotto la linea I C la sagoma della Cornice A C, e da B tirisi la linea al punto della veduta H, poi formisi la linea C B tanto, quanto è l’ oggetto della Cornice, e da ciaschedun membro di detta cornice si tirino à squadra della linea B C le linee, per avere nella B C le misure 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12., poi da ciaschedun’ angolo, che forma colla linea della terra detta cornice, fi tirino al punto della distanza I, che s’ avra nella linea C H l’ altezza superficiale della Cornice in prospettiva C G. nelle intersecazioni faranno assieme le linee concorrenti al punto H, colla linea C G, da’ quali punti si tiraranno le linee paralelle alla linea della terra, che sarà la pianta della Cornice. Volendo il suo sporto, prendasi la linea B C, e si riporti in D E, ed in D F colli suoi numeri da 1. sino a 13: da ciaschedun numero si tirino le linee al punto della veduta, che s’ avrà colle paralelle sodette la sagoma della cornice superficiale, da gli angoli della quale si tirino le perpendicolari, che verrà l’oggetto della cornice col suo sporto in prospettiva per fianco, & dalla linea D E da ciaschedun suo numero si tirino le linee al punto della veduta H, che dalla linea D H s’ avran nella pianta della cornice i termini da tirare le perpendicolari per avere il sporto in prospettiva colle linee concorrenti al punto de’ numeri 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. D E della cornice, che si brama avere sopra la soffitta della stanza nella figura prima.

Operazione Quarantesimaseconda.

Perporre in prospettiva un Balaustro di sotto in sù.

Figura 2.

PEr porre in prospettiva di sotto in sù, un balustro, e devendone far molti la medesima altezza serve a tutti, e perciò non se ne mostra, che uno di forma quadrata, come si vede nella facciata del Balaustro I H, quale s’ è posto colla testa, o piede alla linea della terra, e tirate le perpendicolari da ciascun membro sino alla detta linea della terra, e poi al punto della veduta H, e nel detto Balaustro si sono tirate sino all’ altezza le linee á squadra colla linea H I per avere nella detta linea le altezze de numeri 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11., che poi si riportano su la linea della terra, come vedesi H. 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. I per avere le altezze, tirando le linee al punto della into della distanza nella H M, altezza di detto Balaustro in prospettiva, quali termini alzarano le piante di ciaschedun membro, che formaranno il Balaustro ridotto in prospettiva di sotto in sù.

Operazione Quarantesimaterza.

Per porre in prospettiva di sotto in sù un Balaustro tondo, fuorche la sua zocca, e capitello.

Figura 4.

DOvendosi fare altro Balaustro rotondo, fuorche la sua Zocca, e Capitello, facciasi sotto la linea della terra la metà della facciata del Balaustro H G, che si desidera; poi da ciaschedun membro si tirino le linee paralelle alla linea della terra per avere da K G le misure de’ sporti di ciaschedun membro, e si riportino nella linea della terra da K L, e K M, e si tirino al punto della veduta, e da ogni membro del mezzo Balaustro dalla linea della terra al punto della distanza N le linee, per avere nella linea I K tutte le altezze, e centri di ciaschedun membro, che per esser cosa facile da intendersi, senza molta spiegazione, altro non aggiungo.

Operazione Quarantesimaquarta.

Per porre in prospettiva di sotto in sù la base di un Pilastro.

Figura 3.

VOlendosi fare in prospettiva la base d’ un Pilastro, come si è fatta la metà in A B E sotto la linea della terra, dal sporto della quale si tiraranno da ciaschedun membro le linee paralelle 1. 2. 3. 4. 5., che faranno l’ angolo retto con l’ A B, poi prendansi le misure sodette, e si riportino dall’ A à D 1. 2. 3. 4. 5., e dall’altra parte da A 1. 2. 3. 4. 5. C, quali linee si tiraranno al punto della veduta, come pure la misura di detto sporto, e di quanto si fà far’ avvanzare in fuori il Pilastro, si riporta perpendicolarmente da A sino à 1. 2. 3. 4. 5., e tiransi anche quelle misure al punto della veduta; poi dall’ altezza della detta base A E dalla linea della terra da ciaschedun membro tirare le linee alla distanza N, che s’ avrà in A F l’ altezza superficiale della base, e da ciaschedun’ angolo tirare le perpendicolari, che s’ avrà nelle concorrenti al punto della veduta, già tirate, lo scorcio di ciaschedun membro in prospettiva di sotto in sù, E; da ogni angolo ritrovato si tirino le linee, che s’ avrà la base ridotta in prospettiva di sotto in sù, che si desiderava.

Avvertasi, che nelle spiegazioni di quest’ esempi, non m’ estendo molto, mentre prima conviene essere molto ben capace del passato,e chi farà queste pruove, non avrà necessità d’ altra replica.

Rame 13.

pp. 109–110

RAME DECIMOQUARTO.

Operazione Quarantesimaquinta.

Della Colonna ritorta in prospettiva di sotto in sù.

Fig. 1. 2. e 3.

NElla prospettiva comune, tutte le superficie orizontali sono quelle, che scorciano, e le perpendicolari sono quelle, che restano al suo essere, fuorche le più distanti, che si fanno più piccole, e le più vicine, più grandi a causa del vedere sotto angoli, e maggiori, e minori, come s’ è mentovato nell’ avvertimento terzo, figura terza, ma questa prospettiva di sotto in sù, sarà tutta al contrario, essendo che tutte le superficie orizontali stanno nel suo essere, e le perpendicolari sono quelle, che scorciano sotto gli occhi; e perche il profilo serve in questa, come per pianta, a levare le altezze in prospettiva, e la pianta perle larghezze in faccia all’ occhio, perciò in questa prima figura di porre una colonna colla sua fusellatura, secondo s’ é insegnato, nell’ architettura, conviene porre la lunghezza sù la linea della terra, come si vede C D, che dal primo terzo di detta colonna Y X si è fatta la quarta di circolo, e poi gli altri due terzi divisi in parti 8, e dalla sommità della colonna C I sua grossezza di sopra, si è tirata la paralella 1. 1. sino alla quarta di cerchio, e quella porzione di cerchio da I a V va divisa in parti 8, procedendo, come s’ è fatto nell’ architettura, dove s’è insegnato di dare la diminuzione, o fusellatura alle colonne secondo il suo ordine, e così si procedi. Fatto questo, se ne cavi la sua pianta, che si ponghi col centro, o Cattetto della Colonna nella linea della terra, come vedesi fatto in Z, e ✠ e la pianta della diminuzione della Colonna già fatta, e tanto dal centro, come da ogn’ una di quelle divisioni, si tirino al punto della veduta le linee, poi dal profilo della Collonna D Y 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. C. al punto della distanza S, che dove intersecaranno nella linea D concorrente al punto della veduta, s’ avrà tutta la lunghezza della Colonna degradata in prospettiva D O, dalle quali divisioni si tiraranno le linee paralelle alla linea della terra, che nel Cattetto della Colonna in iscorcio, s’ avranno li centri della sua distanza 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. B B, e li diametri di detti cerchj si prendono, il primo da tutta la larghezza trà le due linee prime, il secondo segnato 8 trà le due linee concorrenti al punto secondo, ed al centro 7. trà le terze; ed il 6. trà le quarte, e il 5. trà le quinte, e il 4. tra le seste, ed il 3. trà le 7. e il 2. trà le 8. e l’ 1., tra le ultime verso il Cattetto, poi tirisi di fuori una linea, che tocchi tutti li detti cerchj, che s’ aurà la grossezza della Colonna ridotta in pro spettiva fusellata. Volendosi poi fare la Colonna ritorta di sotto in sù, come si vede nell’ operazione seguente, è di necessità prima far questa; che serve per principio dell’ altra.

Non replico nulla della soddetta operazione, che eseguita si riportarà sotto alla Colonna, cui si preme fare, come si vede in H L. I D. la Colonna superficiale ridotta in prospettiva P O: fatto ciò, tutto il profilo C D si divida in parti 48., e si tirino da ciascuna parte al punto della distanza, tanto, che le dette linee tocchino la linea D O; poi nella Colonna superficiale tirinsi le paralelle alla linea della terra, come si vede fatto 1. 2. 3. 4. sino al 48.; poi la perpendicolare A E dal Cattetto della Colonna, che si vuole ridurre in prospettiva, sino al centro E nella linea della terra, e mezzo della Colonna superficiale ridotta. Fatto ciò, si formi la pianta della sua gonfiezza, che sarà C E F, quale si riporti in A, diviso il detto cerchio in 8. parti, poi da ciascheduna di quelle divisioni si tirino le linee al punto della veduta R, che saranno le linee, sù le quali si devono andare a ritrovare li 48. centri per formare la colonna, e ritorta, e fusellata; poi dal detto Cattetto A B si tirino ad ogni numero della divisione, ridotte in prospettiva le perpendicolari; poi vadisi al centro A, e si faccia il primo circolo della pianta della colonna H D; poi vadisi nel Cattetto della detta colonna al numero 8, e si prendi la grossezza della colonna dalla paralella 8; e si faccia il suo circolo; poi si vadi al 16. nel detto Cattetto, e si prenda la misura della paralella, e si porti nel Cattetto, e si faccia il circolo 16., e così al 24., e così al 32., e così al 40, e il medesimo al 48, questi sei circoli hanno il suo centro sempre nel Cattetto della colonna, gli altri gli hanno fuori di detto Cattetto, massime nel principio della colonna, e nel fine, che sono difficoltosi per la diligenza vi vuole a ritrovarli, e a me anche a farli intendere, perche la prima montata, è l’ ultima, li centri di quei circoli, che formano la parte esteriore della colonna, non sono nelle 8. linee tirate al punto del circolo della gonfiezza della colonna, e perciò conviene aprir l’ occhio molto bene al 2. centro, e al 47., uno nel diritto della prima paralella, & l’ altro della 47., li 3., & 46. sono nel diritto della seconda paralella, e della quarta, e così il quarto nel diritto della terza paralella, & il 45., e così il quinto, & il 44. nel diritto delle soddette paralelle, dove sempre si prende la misura per li diametri de’ cerchi; che quelli, che intenderanno bene il modo di formare nell’ Architettura la Colonna ritorta, non stentaranno a capire la presente, di cui la spiegazione serve più di confusione, che altro, perche la figura da se fa comprendere, come devonsi ritrovare li centri d’ ogni circolo, come si vede segnato in dette figure attorno al Cattetto della Colonna, con quelli segnetti sempre paralelli alle 8. divisioni del circolo interiore di quanto si vuole la Colonna ritorta, che ritrovati li detti centri, si può dir fatta l’ operazione, quale non l’ ho veduta mostrare in questa forma da alcuno, ma mi fu richiesta da’ Virtuosi miei Amici prospettici in Milano, ed Io gliela mandai immediatamente; che disegnata nella figura 3. non pare cosa di gran rilievo, e pure è cosa molto tediosa, e per intenderla, e per farla, e per la quantità delle linee vi vogliono. Do termine alla Prospettiva di sotto in sù, mostrata da me nella forma espressa, e che prattico, e come ho fatto di presente nel dipinger una Volta di una Sala, come si vede nel Rame 15., che veramente l’ intaglio l’ ha anche in parte levata fuori del suo contorno, e massime negli ornamenti, e altro; attesochè chi intagliò, era di poca salute, e a me di molta disgrazia, ma perche tanto non serve, che per mostrare in quella quarta parte, quella poca invenzione, ridotta poi teoricamente nelle sue proporzioni, è dipinta inmodo, che quel Gran Signore, che l’ ha fatta fare, l’ ha compatita.

La Prospettiva sin’ ora insegnata serve più a’ Pittori d’ Architettura, agli Architetti, e Quadraturisti, che ad altri; Ora seguita quella delle figure, molto comoda, e facile ad ogni Pittore, che con poche linee trovarà le altezze, e distanze delle figure, sì de quadri orizontali, come delle Volte, Cuppole, e d’ altro, come siegue, precorsa però da un brieve trattato della Pittura in generale.

Rame 14.

p. 121–122

RAME DECIMOSESTO.

Operazione Cinquantesimaseconda.

Per porre in prospettiva figure nelle volte, Soffitte, cuppole, &c.

Fig. 1. e 2.

PEr porre le figure in prospettiva nelle Volte, Soffitte, Cuppole, o altre simili superficie concave, come nella Volta, o Cattino A C; facciasi il profilo di tutta la stanza, supposto, come si vede A C H, dal mezzo del quale tirisi la perpendicolare G H, & la A B all’altezza della cornice del volto, come pure facciasi il punto della veduta E, dove si deve star’ a vedere detto volto; poi facciasi in profilo giustamente la figura, che si vuole riportare in prospettiva di sotto in sù sul Volto, come è F G, poi da tutte l’ altezze delle giunture, o membri si tirino le linee al punto della veduta E, che tagliaranno sul profilo del Volto nelli punti 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8., da quali si tiraranno le paralelle alla cornice, come M N, che facendo di questa Volta la pianta, come nella seconda figura N 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. O, veranno circolari paralelli alla circonferenza della Cuppola, ò Volta; poi facciasi sotto detto Volto la suddetta figura, che si è fatta in profilo, in faccia, come si vede M, poi da ciascheduna lunghezza di detta membratura del corpo, e piedi, gambe, testa, e braccia si tirino le perpendicolari A B C D E F G H I L fino alla linea della pianta del Volto; poi si tirino al punto P della veduta, che dove s’ intersecaranno colle altezze O 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8 N, s’ avrà la figura in prospettiva di sotto in sù, superficiale, come vedrassi nelle figure M N; che l’ altezza di sotto in sù si cava dalle linee paralelle, se è una Volta, come è la A D 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8., ma se è una soffitta piana, come è la linea A B, allora I L sarà l’ altezza della figura da riportarsi poi in N O, come s’ è fatto, per avere, mediante le figure in faccia, le lunghezze nella figura seconda; e così si farà ad ogni figura, che s’ avrà da porre in prospettiva, che parrà lontana dal volto, come è realmente la figura disegnata in profilo F G, e così grande, stando a vederla in F.

Operazione Cinquantesimatertia.

Per porre in prospettiva una figura distesa sul piano.

Fig. 3.

PEr porree una figura in prospettiva distesa sul piano, facciasi il suo profilo, come si  vede A B giustamente della grandezza, ed attitudine, che si vuole apparisca in prospettiva sopra la linea della terra, che tal profilo servirà per ricavarne le altezze. Collocato il punto della distanza F, e quello della veduta E, pongasi in faccia la suddetta figura distesa sotto la linea della terra, ma al contrario, di che si vuole venghi, come è la D C, che poi ridotta in iscorcio riesce colli piedi verso C, ed il capo verso G: fatta la figura, ad ogni giuntura, e membro, vi si tiri una linea paralella alla linea della terra, come vedesi 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8., poi dal mezzo della figura tirisi la perpendicolare alla linea della terra 8. 1. e quella medesima linea, dalla linea della terra si prolunghi al punto della veduta E; fatto ciò, si riportino tutte le misure della figura 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. sù la linea della terra verso il punto della veduta, come si vede pure 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8., e si tirino le linee da ciascheduna divisione al punto della distanza F, che nella linea del mezzo della figura s’ avranno in iscorcio tutte le divisioni nella linea G 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8.; poi facciansi a ciascheduna divisione le linee paralelle alla linea della terra, che arrivino alla linea B I concorrente al punto della veduta, qual linea sarà in fondo alla linea delle altezze B H, che si tirara a piedi della figura. Ritorniamo ora alla figura in faccia C D, dalla quale da ogni estremità in larghezza si tirino le perpendicolari, come sarebbe dalla larghezza del capo, braccia, gambe, ginocchi, e fianchi alla linea della terra, e poscia dalla linea della terra al punto della veduta, sicché si venga a ridurre sul piano in superficie degradata la figura, ò sua pianta.

Resta da alzarla, il che formasi tirando dal profilo A B della figura di ciaschedun’ altezza de’ suoi membri le paralelle alla linea della terra fino alle linee delle altezze B H, poi dalla linea delle altezze si tirino al punto della veduta; fatto questo, dalle paralelle alla linea della terra, che tocchino la linea I B ne’ punti 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8., si tirino le perpendicolari 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8; che saranno li termini da prendere le altezze; poi ritornisi alla linea del mezzo della figura in iscorcio G, da ciaschedun numero 1. 2. &c. si tirino le perpendicolari, che facciano angolo retto colle paralelle alla linea della terra. Volendosi l’ altezza del capo, si vadi alla linea I, che l’ altezza della perpendicolare ultima 8. fino alla linea superiore dell’ altezza del capo, si riporti in 8. della linea del mezzo, così 7, che è l’ altezza del mento della figura, si riporti nel 7. della linea del mezzo, tra l’ altezza delle mani, e del petto a numero per numero, che saranno le altezze, ò termini per poscia disegnare a’ mano la figura in iscorcio, come si vede sopra la linea della terra C G, onde sendo facilissima da intendere l’ operazione, mentre però siansi prima capite molto bene le altre, non vi è bisogno d’ altra spiegazione. Eccovi mostrato da 8. esempi la forma di ridurre in prospettiva le figure: restanvi quelle, che si vedono oblique sotto poca distanza, che disegnate in una superficie, à mirarle fuori del suo punto, appariscono diformi, e però mi è parso bene anche aggiungervi questa, avvertendo alle volte, ò per l’ obliquità del muro, o per bizzarria, esser di necessità avere la notizia occorre, come pure quelle si fanno in una superficie, che poi in un Cilindro di Specchi, ò piramidale, ò à faccie, ò altra forma, stando à mirarle al loro punto, raccolgono li raggi d’ incidenza, e riflessione in un sol punto, dove si mira, come si mostra in questa prima figura.

Rame 16.